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Un concerto di Salmo è la cura giusta per le giornate difficili

Roma, Atlantico, 18 maggio 2017. Salmo ha ragione: lui i botteghini li polverizza davvero, come mostra in Giuda, e l’ultima data dell’Hellvisback Tour 2017 a Roma non ha fatto altro che confermare la realtà. L’Atlantico è diventato un oceano di suoni, sudore, energia liberata e di riconciliazione in una serata che definire difficile per gli amanti della musica è riduttivo, vista la triste notizia della scomparsa di Chris Cornell arrivata al mattino: ma Salmo non è uno che si limiti facilmente e si faccia incasellare nel ruolo del rapper aggressivo solo per far piacere ai critici musicali. Il set prevede batterista e dj, oltre ad ospiti come Nitro cui lasciare spazio libero sul palco.

La grandezza di un artista, se possiamo scomodare il nome troppo spesso abusato, si vede da tanti dettagli: uno è il rapporto con il suo pubblico. Salmo è diretto, espressivo, sboccato, ma la sua ricerca di conferme è come un salto da un gradino di venti centimetri – è difficile che tu ti faccia male.
La massa di persone è compatta e caldissima, l’età media è di poco sopra i venti. Ma ci sono anche sparuti adulti, ben mimetizzati. La risposta della gente alle mitragliate di parole è fenomenale: andrebbe studiata davvero per la potenza, anche in termini fisici di sprigionamento di energia, come su Russell Crowe o su Daytona, sulle quali l’impressione è che ci si stia tutti librando in aria. Dalle retrovie, dove è reperibile una percentuale d’ossigeno minima per respirare, il colpo d’occhio delle mani e dei corpi in movimento è meraviglioso.

In questo mare gigantesco di braccia al cielo e incitamenti, Salmo sfodera il suo elisir di lunga vita: i suoi brani sono in grado di smuovere le fondamenta non solo del locale, ma anche delle singole persone. I suoni sono ricchi di bassi che ti fanno staccare dal terreno, quasi un ordine ad abbandonarsi al flow. È un concetto di liberazione ben diverso da quello cui si potrebbe essere abituati. Mentre segui il ritmo delle parole, in testa spuntano immagini e parallelismi di pura arte: ne è un esempio La prima volta, un coro unico dall’inizio alla fine. Il cervello si illumina e viaggia mentre il corpo sembra ancorarsi al terreno, al fisico, al carnale.

Un concerto di Salmo andrebbe raccomandato come cura contro le giornate difficili. Forse ce lo dimentichiamo nei meandri di selfie o di post su Instagram perché “pics or it didn’t happen”, ma un live significa principalmente corpo in movimento e sudore: e con Salmo c’è tutto questo. Capelli bagnati sul collo, jeans che risucchiano tipo sottovuoto, strani effetti sindone sulle magliette. E no, non si esagera nel dire che dal vivo il rapper di Olbia ti riconcilia con l’intera scena hip hop anche se non sei un fan del genere, perché senti che non c’è scimmiottamento, ma sincerità persino nel gioco sulla “hit dell’estate” – dove Salmo smonta i canoni delle canzoncine tormentone.

Una sincerità che accomuna tutti i brani e la carriera di Salmo, che qui all’Atlantico sold out ha stretto un nodo importante sul filo dei ricordi, come racconta poco dopo metà concerto: “Quando ero ragazzino c’erano tanti rapper in Italia. Uno di questi è una persona che è nata e cresciuta qua, a Roma. Cantavo le sue canzoni sul letto. Sognavo un pubblico come questo, sapevo che avrei fatto una cosa del genere” racconta Salmo prima di attaccare uno dei pezzi più potenti dei Cor Veleno, Le guardie, i pompieri, l’ambulanza, in omaggio al rapper Primo Brown scomparso prematuramente a inizio 2016. Il suo “ciao fratello” con bacio al cielo è una punta di spillo infilata dritta nel cuore.

In definitiva, se la scena rap italiana è tutta un districarsi tra “fenomeni” (e ci perdoni Fabri Fibra se rubiamo ironicamente la sua definizione), ben venga l’Hellvisback Tour di Salmo, a fare un po’ di luce sulla strada. Non siamo di fronte al salvatore del genere e crediamo che nemmeno lui voglia definirsi tale, ma di sicuro è in grado di rispettarne le radici e di tracciare percorsi onesti e personali per il futuro. Viva Salmo, riconciliatore di anime scosse.

Salmo Roma 2017, le foto del concerto

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Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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