Onstage
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Sam Smith regala a Milano un live indimenticabile

Nel 2015, con un Alcatraz già sold out, Sam Smith fu costretto ad annullare l’attesissimo live milanese a causa di un’operazione necessaria alle corde vocali. Si parlò all’epoca di vari recuperi, eppure il cantautore ha dovuto aspettare altri tre anni per debuttare dal vivo nel capoluogo lombardo. Nel mentre, Sam si è portato a casa un Oscar (per la Miglior Canzone) e nel 2017 ha pubblicato The Thrill of It All, album acclamatissimo da pubblico e critica: i club e i locali non fanno più per lui ed è per questo che il ritorno di Sam in Italia appare ancora più suggestivo e emotivamente d’impatto, nella cornice di un Forum d’Assago pieno e sorridente, pronto ad abbracciare il crooner britannico.

Il palazzetto dà modo a Sam di sfogare tutta la propria creatività già a partire dalla scenografia: dal palco una lunga passerella attraversa quasi tutto il parterre, permettendo all’artista di muoversi insieme alla sua band e ai suoi quattro coristi. Alle spalle del main stage troneggia un enorme cerchio, su cui si alternano le luci e – a volte – le immagini. L’impianto scenico è fenomenale e non solo per l’altissimo livello degli stratagemmi tecnici opportunamente piazzati a cavallo dei vari brani (dalla pedana mobile ai giochi di luce e di fumo), ma per come tutto è stato dosato senza mai eccedere.

Anzi, il visual sembra studiato alla perfezione come forza a sostegno della scaletta del tour, si adatta ai brani senza farli scomparire, favorisce band e coristi senza nasconderli.

L’errore più comune – e anche io ci ero cascata – è quello, infatti, di aspettarsi da Sam Smith un live preciso e pulito, ma statico e un po’ monocorde, per la natura stessa della discografia del cantautore, che ci ha sempre regalato ballad fortemente intrise di soul. È lo stesso Sam, tuttavia, con una sana dose di autoironia a disattendere le aspettative più perplesse.

«So che vi aspettate un concerto un po’ triste – esordisce infatti il cantante ridendo dal palco dopo poche canzoni – perché in effetti le mie canzoni sono deprimenti. Stasera però voglio che vi divertiate, che cantiate con tutta l’anima. Se vi va, ballate pure». Il Forum obbedisce: abbraccia l’artista con luci, voce e un calore assordante, che non lascia Sam indifferente, tanto da fargli ripetere più volte quanto ami questo paese e i suoi abitanti, che cantano insieme a lui e partecipano al live rendendolo un’esperienza condivisa, straordinariamente pop.

Il merito però è soprattutto di Sam, che ha messo su una struttura capace di scardinare gli scetticismi dei più cinici: dalla scaletta velocissima e perfetta alla straordinaria bravura di band e coristi, tutto è studiato per creare movimento intorno a brani un po’ malinconici, di modo che il live sia godibile ma soprattutto vivace e divertente. Se la cornice intorno a cui il cantautore si esibisce è elegante e senza macchie, va detto che il perno è però sempre lui: di talenti puri come Sam Smith ce ne sono pochi e la sua voce è un binario dritto che sostiene tutto il concerto, dall’inizio alla fine. A dispetto delle sue canzoni spesso nostalgiche e tristi, Sam sfodera inoltre un’energia da popstar consumata e ha il grande dono – tipico degli Artisti con la A maiuscola – di trasmetterla al suo pubblico senza troppe parole e senza troppi complimenti.

La tappa milanese deve essergli realmente mancata tantissimo, perché sul palco emerge una forte voglia di rivincita, ma soprattutto il desiderio di lasciare tutto il pubblico a bocca aperta, rendendo il live indimenticabile. E così è stato, brano dopo brano (in scaletta anche omaggi a Lauryn Hill, a Luther Vandross e Janet Jackson e ai Disclosure), in una sequenza di musica e parole che non ha mai perso energia o vigore. Si usa dire che è sul palco che un artista dimostra il suo vero valore: Sam Smith canta se stesso come nessun altro potrebbe farlo e, pur parlando di come la vita a volte ti metta in ginocchio, riesce più che mai nel live a mostrare tutta la propria voglia di rialzarsi. Voglia di vivere, al di là degli ostacoli messi per iscritto e trasformati in testi da elargire al proprio pubblico.

«Sono fiero di ciò che sono. – esclama a gran voce durante il live – Siatelo anche voi», e tra pelle d’oca, sorrisi e qualche lacrima, Sam regala a Milano uno dei concerti più belli del 2018: intenso e vero, ma dalle sfumature e dal ritmo straordinariamente pop. L’ennesima dimostrazione, forse, che la risposta a tanti interrogativi della scena musicale contemporanea sta nell’essenza stessa dell’artista: se c’è puro talento, basta essere semplicemente se stessi.

Sam Smith Milano 2018, la scaletta del concerto

Burning
One Last Song
I’m Not the Only One
Lay Me Down
His Eye Is on the Sparrow
(Lauryn Hill cover)
Omen (Disclosure cover)
Nirvana
I’ve Told You Now
Writing’s on the Wall
Latch
(Disclosure cover)
Money on My Mind
Like I Can/Best Things In Life Are Free
(Luther Vandross & Janet Jackson cover)
Restart
Baby, You Make Me Crazy
Say It First
Scars
Midnight Train
HIM
Too Good at Goodbyes
Palace
Stay With Me
Pray

Sam Smith Milano 2018, le foto del concerto

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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