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La notte di Sfera Ebbasta a Milano

La nuova Rockstar della musica italiana – come ama definirsi Sfera Ebbasta senza troppi giri di parole – approda al Fabrique di Milano per la prima delle tre date milanesi, per dovere di cronaca tutte sold out.

Il locale è di fatto gremito, riempito da un pubblico estremamente variegato: dai fan della prima ora (che Sfera ringrazia per l’affetto e la costanza) a intere famiglie, tra cui spiccano bambini e giovanissimi. La trap è ormai sdoganata e, se non bastassero i numeri dell’album RockStar, a dimostrarlo è la fotografia del Fabrique addobbato a festa per il suo King: ad assistere al suo live c’è veramente chiunque, dalla mamma – a cui è dichiaratamente affezionatissimo – agli amici di sempre, a chi la trap la segue da anni e a chi l’ha riscoperta ora che è un fenomeno di dimensioni bibliche, su cui è ormai impossibile chiudere un occhio.

Eppure, l’atteggiamento di Sfera non è mai cambiato: dall’album XDVR, pubblicato sotto l’egida di Roccia Music nel 2015, ai fasti di Rockstar, il giovane rapper di Cinisello Balsamo ha mantenuto sempre lo stesso mood scanzonato e senza regole, fiero dei traguardi raggiunti ma sempre con i piedi per terra. È un personaggio curioso Gionata Boschetti: in parte sembra allergico agli schemi della discografia o ai dettami di un live, ma – nello stesso tempo – ha un carisma talmente originale da renderlo irresistibile. Sul palco sfoggia il suo outfit migliore (vi lasciamo immaginare il tripudio di colori), passeggia dinoccolato giocando con il microfono e scherzando con il pubblico, parla spesso invitando la folla a farsi «un applauso da sola» e a «fare casino per voi stessi» e ringrazia spesso i suoi compagni di viaggio, dal produttore Charlie Charles a DrefGold, che a un certo punto gli fa compagnia per cantare Sciroppo e si prende anche dello spazio tutto per sé, per regalare alla folla brani come Kanaglia, Occupato e Boss.

La scaletta di Sfera è invece rapida e ricchissima (pochissime canzoni vengono cantate per intero): dopo l’intro si parte con Tran Tran, mentre la chiusura – neanche a dirlo – è affidata a RockStar con tanto di coriandoli sparati contro il soffitto scuro del Fabrique. Sono circa 20 i brani pescati da Sfera nella sua discografia e non ci sono mancanze: si va dalle prima canzoni quasi sconosciute (anche se il rapper ci tiene a precisare che, sull’onda di Rockstar, anche i suoi snobbatissimi singoli degli esordi si stanno portando a casa qualche soddisfazione) ai successi dell’ultima tracklist, come Cupido e Ricchi per sempre.

Dietro Sfera e dietro al LED su cui campeggiano luci e scritte, c’è la consolle ma anche dei musicisti, che rendono l’esperienza sonora del live sicuramente più completa: le note basse e cupe, sostenute dalla batteria, trasformano il Fabrique in una scatola chiusa ricca di vibrazioni a cui non c’è scampo. Ed è impossibile non notare che tutti cantano tutto, persino i più piccoli ripetono le rime irriverenti di Sfera come un mantra, anche quando sembrano fuori luogo per orecchie troppo giovani. Di cose strane, tuttavia, a un concerto di Sfera se ne vedono parecchie: su Ciny, l’intera platea inneggia a Cinisello Balsamo e tutti ballano sulle note di hit come Sciroppo o Lamborghini («Non ho mai avuto uno scooterone – spiega Sfera – forse per questo ho la fissa per le Lamborghini. Cantate anche voi se ne desiderate una»). Per non farsi mancare nulla, il rapper ha anche regalato alla folla un paio di scarpe, «tanto io ne ho tantissime» ha precisato.

Non servono spiegoni, ad ogni modo, per live come questo: la musica di Sfera si è innalzata al punto da staccarsi anche dal contesto in cui è nata e dalle motivazioni che ne sono state il motore principale. È diventata fenomeno, costume, una “cosa di tutti” e, come tale, serpeggia tra la gente, si diffonde, diventa virale. Il bello però è che, di fronte a tutto ciò, Sfera fa spallucce e mostra solo un infinito affetto per il suo pubblico: per quanto cambi la portata della sua musica, Sfera sembra sempre ricordarsi del punto di partenza. O, più probabilmente, già allora era una RockStar: solo che il mondo non lo aveva ancora capito.

Sfera Ebbasta Milano 2018, la scaletta del concerto

Intro / Tran Tran
Bancomat
20 collane
Leggenda
Scooteroni
Lamborghini
XDVR
Ciny
Cupido
Kanaglia
Occupato
Boss
Sciroppo
Brnbq
Figli di papà
Notti
BHMG
Uber
Serpenti a sonagli
XNX
Ricchi per sempre
Visiera e becco
Cupido
Rockstar

Sfera Ebbasta Milano 2018, le foto del concerto

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