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Stone Sour Milano 2017 recensione scaletta foto concerto 15 dicembre

Stone Sour, il racconto del concerto di Milano

Si è tenuto all’Alcatraz di Milano il 15 dicembre 2017 l’unico concerto italiano degli Stone Sour, arrivati alla fine del tour senza mostrare il benché minimo segnale di stanchezza. Corey Taylor è una fonte di immane energia e pare essere inesauribile. Ce n’è ancora per anni e anni di pagliacci e alternative metal, urla e melodia. La serata apre con con la bellezza di Taylor Momsen, modella e frontgirl dei The Pretty Reckless. La cantante bionda si divide tra esibizione rock e passerella di moda vestita tutta di nero (che sia coperta è una novità), la sua chioma bionda dritta sul viso ondeggia sinuosa al ritmo dei riff e della atmosfere oscure delle loro canzoni, una cornice a sguardi tenebrosi e ammiccanti. Il pubblico apprezza e non lesina ad esprimerlo ad alta voce. Il loro suono è di impatto, un rock derivativo che prende da tutto il repertorio classico da Motorhead a Rolling Stones, passando per Judas Priest e Alice In Chains. Bravo il chitarrista Ben Phillips che con corde e voce regge da solo la vetrina alla frontwoman Momsen, che dal canto suo offre una prestazione di tutto rispetto con un timbro vocale caldo e graffiante, un misto riuscito tra Debbie Harry e Courtney Love.

Si va di fretta: accantonati i Pretty Reckless e dopo un veloce cambio palco entrano in scena gli Stone Sour che appaiono subito pimpanti e pronti a esplodere. Corey Taylor affetta l’esibizione vocale più del solito, forse per essere a fine tour o forse per reggere all’incredibile mole di lavoro che sta offrendo con le sue corde vocali, ma dal punto di vista della presenza scenica è sempre il solito vulcano. Scherza, urla, ringhia, fa suo il pubblico. In più, in un qualche momento della sua carriera, ha scoperto il jolly utilizzabile con il pubblico italiano in caso di calo di entusiasmo durante i concerti: la bestemmia. Nel concerto all’Alcatraz è puntualissima per la gioia dei presenti, però suona come un orpello superfluo in un’esibizione che non ha cali nemmeno nei pezzi più melodici, un’alternanza cui gli Stone Sour ci hanno da sempre abituati. La potenza dei pezzi nuovi dall’ultimo album Hydrograd come Taipei Person / Allah Tea e The Knievel Has Landed si incastrano sorprendentemente bene con il pop travestito da rock di Song #3 e Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I).

Corey suda copiosamente e si diverte sciorinando tutte le classiche battute nei suoi show standardizzati. Accettiamo questa serialità di prestazioni perché gli Stone Sour sono una bellissima contraddizione che sa unire la furia di Get Inside e Cold Reader dall’album d’esordio con ballate radiofoniche come Hesitate e Through Glass, ma tutto sa di già visto e già detto, di catena di montaggio. Sia su album che dal vivo gli Stone Sour sono una riproposizione di un copione e noi lo accettiamo, compreso il solito “Siete il pubblico migliore e questo è il miglior concerto nella carriera degli Stone Sour”. Va bene perché ci divertiamo e sopratutto perché c’è Corey. L’uscita dal gruppo del chitarrista degli Slipknot Jim Root ha lasciato il posto di chitarrista principale a Josh Rand, amico di infanzia di Corey, ma il volenteroso Josh non pare all’altezza del ruolo, sia dal punto di vista tecnico sia da quello più scenico.

La chiusura affidata a Fabuless è una festa delirante affidata a lustrini sparati da un enorme cannone imbracciato da Corey e con la riproposizione della scenografia colorata del videoclip ufficiale del singolo di Hydrograd: tubi dai connotati umani fluttuanti e colorati, alti tre metri, che svolazzano sul palco. Nell’intenzione vorrebbero essere una satira bruciante contro i pupazzi sul palco e fuori, giostrati dall’industria musicale. Un ruolo di burattini che gli Stone Sour sanno recitare in maniera impeccabile.

Stone Sour Milano 2017, la scaletta del concerto

Taipei Person / Allah Tea
Knievel Has Landed
Made of Scars
Reborn
Say You’ll Haunt Me
30/30-150
Hesitate
Tired
Rose Red Violent Blue (This Song Is Dumb & So Am I)
Do Me a Favor
Cold Reader
Get Inside
Song #3
Through Glass
Gone Sovereign
Absolute Zero
Fabuless

Stone Sour Milano 2017, le foto del concerto

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Daniele Corradi

Foto di Elena Di Vincenzo

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