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Tiziano Ferro a San Siro si conferma un artista grande come pochissimi in Italia

Dopo la data zero di Lignano Sabbiadoro, il tour 2017 di Tiziano Ferro ha preso ufficialmente il via con il primo dei tre concerti allo Stadio San Siro di Milano, la sera del 16 giugno.

Tiziano Ferro Milano San Siro 2017, la recensione del concerto

Se possiamo dire che con il suo primo tour negli stadi del 2015 Tiziano Ferro ha acquisito una consapevolezza di sé sul palco rimasta in nuce fino a quel momento, dopo il concerto del 16 giugno a San Siro – il primo dei tre previsti nella città lombarda, che ha dato il via alla tournèe 2017 dopo la data zero di Lignano – possiamo affermare che ora il cantante di Latina ha imparato a divertirsi e giocare con questa consapevolezza. Tiziano si è sempre mostrato al suo pubblico come un libro aperto, ma ora che sono definitivamente scomparsi paure e dubbi che una prima volta negli stadi fisiologicamente si porta dietro, il rapporto con i fan si è fatto ancora più schietto e immediato.

Come anticipato da lui stesso, il nuovo show beneficia di un palco capace di giochi di luce ed effetti tridimensionali che hanno un impatto potente e coinvolgente fin dall’inizio, ma il focus dello spettacolo restano Tiziano, la sua voce e le sue canzoni. Canzoni capaci di arrivare al cuore delle persone e di raccontarne le pieghe dell’anima, come solo quelle dei grandi della musica sanno fare. È questo che ha portato 50.000 anime a San Siro per la prima data – e che ne porterà altre migliaia durante tutte le altre su e giù per gli stadi della Penisola. “Io ho bisogno di concretezza, di realtà, di quotidianità” ha detto qualche anno fa ed è questo che mette in musica: canta la vita delle persone nel suo senso più vero e profondo, con una finezza compositiva che ha pochi uguali nel nostro Paese, sottolineandone gli aspetti meno superficiali e scontati – quelli che riesce a raccontare solo chi ha un’empatia particolare con le persone.

In momenti come quello di ieri sera, così come in tutti i concerti di Tiziano, spariscono i discorsi e i ragionamenti: non si tratta più di analizzare la strada che ha intrapreso con questo “nuovo capitolo” della sua vita musicale, di sottolineare la sua capacità di spaziare da un genere all’altro mescolando pop, soul, R’N’B: sono tutti aspetti necessari per capire lo spessore e la grandezza di un artista, ma si fanno giustamente da parte durante i live.

Sul palco ci sono lui e le sue canzoni, è questo ciò che arriva alle persone in modo più diretto. Elementi come la scenografia imponente e impattante – ed autocelebrativa al punto giusto – sottolineano il traguardo raggiunto, non sono lì per colmare un vuoto (come purtroppo sempre più spesso accade),  risultando posticci.

La scaletta spazia dai suoi successi degli esordi, ai pezzi che gli hanno dato notorietà e ne hanno consacrato la fama, fino ad arrivare alle ultime hit: può cantare Rosso relativo, Sere nere, Incanto o Il conforto, in ciascuna delle sue canzoni la gente si riconosce al 100%, vede raccontate fatiche e gioie della sua quotidianità.

E così in un venerdì di quelli particolarmente difficili, appesantito dal caldo, dagli scioperi, dalle preoccupazioni che aleggiano sui grandi eventi musicali negli ultimi tempi, 16enni nate quando Tiziano ha dato il via alla sua carriera, sue coetanee che con lui sono cresciute e donne più mature (che avevano già qualche anno alle spalle quando lui è nato) si sono ritrovate per ascoltare dal vivo il loro beniamino, ma anche per prendere parte ad un rito di condivisione profonda e liberatorio, che dà l’energia per affrontare con nuove forze quel che la vita di tutti i giorni ripropone una volta usciti dallo stadio. È questo ciò che ricevono da Tiziano Ferro i suoi fan, ma anche ciò che ha ricevuto lui in tutti questi anni da loro, e che – come non manca di ricordare più di una volta, evidentemente emozionato – nel tempo gli ha dato modo di affrontare e superare sensi di colpa e difficoltà per diventare l’uomo e l’artista di oggi.

Tiziano Ferro Milano San Siro 2017, la scaletta del concerto

Il mestiere della vita
Epic
Solo è solo una parola
L’amore è una cosa semplice
Valore assoluto
Il regalo più grande
My steelo/ Hai delle isole negli occhi/ Indietro
La differenza tra me e te
Ed ero contentissimo
Sere nere
Xdono
Il sole esiste per tutti/ Senza scappare mai più
E Raffaella è mia
Ti scatterò una foto
Imbranato/ Troppo buono/ E fuori è buio
Per dirti ciao
La fine
Lento/Veloce
Rosso relativo
Stop dimentica
Xverso
Alla mia età
L’ultima notte al mondo
Mi sono innamorato di te
Incanto
Lo stadio

Il conforto
Non me lo so spiegare
Potremmo ritornare

Tiziano Ferro Milano San Siro 2017, le foto del concerto

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Francesca Vuotto

Foto di Francesco Prandoni

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