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La favola di Ultimo incanta Milano

Se immaginare il successo di Ultimo, in fatto di esibizione e di pubblico, a Roma era scontato, non era poi così banale che Niccolò riuscisse a ripetersi anche a Milano. I biglietti divorati ed il sold out, di quelli veri, ci garantivano che almeno uno dei due obiettivi era raggiunto. A questo punto, non restava che incantare il Forum. Detto fatto. “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”, cantava Faber, a Milano di pioggia ce n’era, ma l’appuntamento con le lacrime era sotto a quel palco, al ritmo delle canzoni di Ultimo.

Qualche minuto di ritardo, giusto per far sì che l’attesa logorasse i presenti. Poi il buio, un rapido passaggio video nel quale viene messa in evidenza l’ascesa che ha visto Ultimo passare dalla sua cameretta ai palazzetti nel giro di un solo anno e poi si comincia.

La scaletta è pressoché identità a quella romana, eccezion fatta per i duetti con Fabrizio Moro, sostituito da Mostro, con il quale ha duettato sulle note di E fumo ancora, brano tratto dall’Inferno Edition di Ogni Maledetto Giorno, ultima fatica del rapper di Honiro.

La serata si divide in tre parti: la prima più d’impatto, con i brani più energici dei due dischi; nella seconda, Ultimo, imbraccia una chitarra acustica ed esegue i primi pezzi senza il supporto della band; nella terza ed ultima parte si ripresenta sul palco accompagnato dal suo fedele pianoforte.

A far la differenza rispetto al tour post-Sanremo è una produzione da grandi occasioni, che rispecchia perfettamente le ambizioni di chi vuole far le cose in grande. Perché, va detto, nonostante Ultimo si professi più e più come uno di noi – in maniera più che sincera -, la sua voglia di sfondare è illimitata: “Non avrei potuto far altro che questo”, questo è quello che ripete sin dalle prime apparizioni ed il suo percorso di crescita dimostra quanto stia lavorando per realizzare tutti gli obiettivi che si è prefissato.

Ed è questo che fa la differenza. Ultimo regala al suo pubblico uno show che, lasciatemelo dire, pochi in Italia sono in grado di confezionare: c’è tutto ed a testimoniarlo ci sono i vari momenti del concerto di cui sopra, i vari Pianeti, Cascare nei tuoi occhi, Ti dedico il silenzio, si legano perfettamente ad i momenti più sentiti, quando passa al pianoforte non perde efficacia, focalizza l’attenzione dei presenti su un altro universo del quale è già padrone. E non è per niente facile, con due soli dischi alle spalle, con poco più di 30 pezzi a disposizione, garantire un’esperienza completa.

Qualcuno avrà pensato, “facile riempire i palazzetti”, lo stan facendo tutti, i trapper, gli esponenti dell’it pop, ma qui siamo di fronte ad una situazione differente: Ultimo viene dal rap, ma con una formazione classica, che lo porta ad abbracciare il cantautorato e a maneggiare il pianoforte in maniera impeccabile.

Il risultato è quindi un genere che nessuno, in Italia, pratica con gli stessi risultati – tanti sono i rapper che mischiano le barre al cantato, pochi sono quelli che sanno realmente farlo-. Dalla sua, Ultimo, ha una voce che lo rende indipendente da qualsivoglia marchingegno di supporto. L’aspetto “tecnico” dell’esibizione è quindi quasi una formalità: Ultimo non si limita a riprodurre pedissequamente quanto fatto in studio, ma osa e riesce a far sì che le cose belle surclassino quelle brutte, risultando pulito il 99% delle volte.

Come se non bastasse, l’interazione con il pubblico tocca livelli altissimi, con Ultimo che fa avanti e indietro sulla passerella posizionata al centro del palco, per prendersi i continui abbracci dei suoi sostenitori. L’atmosfera è quella delle serate importanti, con un tripudio di telefonini che hanno l’arduo compito di riprodurre la magia in pixel. Ma se c’è una cosa che l’artista sa far meglio delle altre è emozionare, non c’è testo che non risulti efficace, la sua capacità di scrittura è quella di chi sa rendere semplice anche il più complesso dei concetti, non banale, ma diretto e facilmente fruibile da un pubblico che non è composto solo da adolescenti, ma che comprende tutti coloro che si rivedono nei suoi testi.

L’appuntamento è adesso con Colpa delle favole, l’album che uscirà prossimamente, e vero e proprio banco di prova: se anche in questo caso, e ce lo auguriamo fortemente, Ultimo dovesse far centro ci ritroveremmo davanti alla next big thing della musica italiana, senza più ombra di dubbio.

Le foto del concerto

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Foto di Francesco Prandoni

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