Onstage

Il live con l’Orchestra chiude la prima parte di carriera degli Alter Bridge

A quattordici anni di distanza dalla loro fondazione, gli Alter Bridge suggellano una prima parte di carriera pubblicando il live registrato alla storica Royal Albert Hall di Londra insieme alla Parallax Orchestra. Una delle migliori band di rock moderno, capace incidere dischi in studio dall’indiscutibile valore come One Day Remains, Blackbird e Fortress, riesce nell’impresa di dare un seguito all’altezza del già buonissimo Live at Amsterdam rilasciato nel 2009.

Tra carriere soliste (Tremonti e Kennedy), reunion estemporanee (Creed) e progetti di ampia portata (Kennedy con Slash), gli Alter Bridge hanno attraversato tra il 2016 e il 2017 un periodo interlocutorio. The Last Hero, quinto studio album uscito nel 2016, non era riuscito a confermare quanto di ottimo inciso in Fortress (2013). Sebbene dal vivo il gruppo abbia sempre fornito prestazioni di buon livello, l’occasione mancata con la pubblicazione del Live in Milan (sia per problemi legali, sia per non meglio specificati problemi di audio) e le superflue pubblicazioni Live at Wembley e Live at the O2 Arena avevano lasciato i fan in attesa di qualcosa di davvero speciale per celebrare degnamente l’abilità dei musicisti on stage.

Live at The Royal Albert Hall permette alla band non solo di colmare questo vuoto, ma soprattutto di aggiungere un tassello di valore a un percorso già di alto livello. Non è per tutti il concerto con l’orchestra. Non è da tutti preparare due spettacoli consecutivi con una sola prova generale alle spalle. Non è di tutti la capacità di arrivare a celebrare una carriera importante dopo solo 14 anni effettivi.

L’emozione investe band e fan per tutta la durata del DVD che immortala il meglio dei due concerti che si sono tenuti il 2 e 3 ottobre 2017 a Londra. La tensione si stempera brano dopo brano, fino a diventare coinvolgimento ed esaltazione pura. Le due ore e quaranta minuti del filmato mostrano sì l’esecuzione dei pezzi ma raccontano anche, in pause collocate dopo gruppi di tre canzoni, le sensazioni e le opinioni di Myles Kennedy (voce, chitarra), Mark Tremonti (chitarra, cori), Brian Marshall (basso), Scott Phillips (batteria), del management della band e del direttore d’orchestra Simon Dobson.

La scaletta è un sogno per un fan della prima ora della band: chicche come Words Darker Than Their Wings, The End Is Here, le due lunghe titletrack Fortress e The Last Hero vicino ai classiconi di sempre, conferiscono la giusta dimensione di epicità a una setlist necessariamente fuori dall’ordinario.

Gli arrangiamenti impreziosiscono in modo eccezionale tracce come Before Tomorrow Comes, In Loving Memory, Ties That Bind, The Other Side, Blackbird, This Side Of Fate e la già citata WDTTW. Altri brani già colossali di loro (come le ultra epiche Fortress, Cry Of Achilles o The Last Hero) guadagnano relativamente dall’appoggio orchestrale, mentre in alcuni casi l’orchestra risulta addirittura superflua (cfr. Addicted To Pain).

Mark e Myles si lasciano andare del tutto nella parte finale su Waters Rising e Lover, mentre il picco emozionale si avverte senza dubbio quando Kennedy canta voce e chitarra Wonderful Life e Watch Over You, supportato da partiture orchestrali eccellenti. La presenza delle famiglie, il forte legame che lega la band ai fan, il progetto benefico Future Song Foundation e l’invasione di palco degli orchestrali che si uniscono ai Nostri per il saluto conclusivo al pubblico, suggellano un’operazione perfettamente riuscita.

Durante i titoli di coda, la possibilità di ascoltare esclusivamente gli arrangiamenti orchestrali di Blackbird, Wonderful Life e Watch Over You regala un’ultima emozione interna a un prodotto che è assolutamente da non perdere per i fan degli Alter Bridge e, in generale, per gli amanti della buona Musica.

Resta da scoprire cosa avranno ora in serbo Tremonti e Kennedy per il già annunciato nuovo album degli Alter Bridge previsto per fine 2019. Di certo l’eredità di questo live (in termini di qualità e di scaletta, grazie al recupero di alcune canzoni bellissime), sarà un termine di paragone importante per la band nella sua nuova fase.

Credit Photo – Christian Barz

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