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L’effetto nostalgia dei Basement convince del tutto

Un addio non è per sempre. Almeno quando si parla di musica, e di alcune band dei giorni nostri. Tra queste compaiono i Basement, formazione britannica che dopo il buon successo commerciale e di critica ottenuto con il secondo full-length Colourmeinkindness, si è allontanata dalle scene dal 2012 al 2014, per poi ritornare alla ribalta con l’EP Further Sky e per confermare infine i propri propositi nel 2016 con Promise Everything.

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A suggellare un’unione sempre più forte e a confortare anche il più scettico dei fan sulle proprie buone intenzioni, i Basement pubblicano Beside Myself, che oltre a rappresentare il debutto con la major Fueled by Ramen, si pone come una vera e propria dichiarazione di intenti sul percorso che la band dei fratelli Fisher sta intraprendendo.

I ragazzi del Suffolk continuano a indagare la dicotomia tra rabbia e melodia, con una maturità già dimostrata in passato, ma cementata in questa nuova release grazie a un progressivo e ulteriore ammorbidirsi della propria proposta, il cui culmine trova compimento della conclusiva nostalgia della ballad Right Here.

Nostalgia, appunto. Un sentimento che in realtà pervade il quarto album dei Basement da cima a fondo, e che richiama alla perfezione il periodo emo al suo massimo splendore, mascherato sotto le più moderne spoglie di un melodic post-hardcore/alternative, venato a volte (e come spesso piace fare ai Nostri) di grunge, il cui esempio più fulgido risiede nella opener nonché singolo trainante Disconnect.

Ma Beside Myself non è solo questo. Le sopite radici pop punk che ormai sempre più raramente riaffiorano tornano di tanto in tanto in superficie (vedi il riff di Be Here Now, o il basso in Slip Away), e tra le influenze principali dei Basement, oltre ai Rise Against e ai Thrice (ma anche Jimmy Eat World e Mineral), fanno capolino anche a sorpresa i Deftones (ascoltate le eco della già citata Slip Away).

È quasi come se il tempo si fosse fermato per i Basement. L’ultima fatica della formazione britannica è un’istantanea fedele di un certo periodo e della sua musica, ma filtrata attraverso una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie ambizioni. Un’idea quindi molto romantica e molto forte in un momento storico in cui l’effetto nostalgia viene sfruttato un po’ ovunque, che riuscirà a conquistare non solo chi ha vissuto l’evoluzione punk rock-emo, ma anche chi ama il rock diretto e le melodie orecchiabili, ma mai scontate.

Cover Story Harley Pethybridge

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