Onstage
Beth-Hart-Joe-Bonamassa-2018

Beth Hart e Joe Bonamassa si confermano fuoriclasse senza tempo

Beth Hart e Joe Bonamassa ricreano il sodalizio artistico che ha portato alla composizione degli acclamati Don’t Explain e Seesaw. Una musica colta ma piena di energia questa di Black Coffee, il loro terzo album. Una gamma di cover suonate con vigore e maestria che appaga chiunque sia affamato di musica, quella buona.

Beth-Hart-Joe-Bonamassa-Black-CoffeeBeth Hart è in forma come non mai nel confrontarsi con pilastri sacri di ugole femminili del soul quali Ella Fitzgerald o Etta James, graffiante e portentosa in Give It Everything You Got come suadente e vellutata in Lullaby Of The Leaves. Canzoni bellissime, forse poco conosciute al grande pubblico italiano (qualcuno riconoscerà Why Don’t You Do Right della famosa scena del film Roger Rabbit) tutte prelevate dalla storia del blues e del jazz americano, che suonano però appaganti e divertenti, grazie sopratutto alla Hart che passa con disinvoltura dalla scura profondità di Nina Simone alla selvatica prepotenza di Janis Joplin.

Accostamenti pesantissimi ma meritati, orchestrati da un Joe Bonamassa perfettamente a suo agio nel disegnare architetture chitarristiche degne della sua fama, come nel blues di Sitting On The Top Of The World o nella psichedelia elettrica di Joy.

Al pari di Alison Krauss e Robert Plant, il duo Hart/Bonamassa sta diventando un classico tra i classici, una miscela perfetta di alchimia e incastro perfetto di attitudini, in cui i due si divertono a interpretare in chiave personale il patrimonio della musica mettendoci tutta la loro immensa maestria e talento. Visti i nomi in gioco ci si potrebbe aspettare un asettico sfoggio di tecnica fine a se stessa. Invece l’ascolto propone un album divertente e appagante fino all’ultima nota, fino all’ultimo assolo.

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