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I BRMC affrontano in musica tutti i loro demoni

I Black Rebel Motorcycle Club tornano con Wrong Creatures a quattro anni di distanza da Specter At The Feast, dopo tanti problemi e riflessioni oscure. Una malattia seria della loro quota danese Leah Shapiro, la batterista che ha costretto la band ad uno stop forzato del tour per curare una disfunzione genetica molto grave.

bmrc-wrong-creaturesAnche gli altri due elementi della band da parte loro, Peter Hayes e Rober Lavon Been hanno avuto i loro demoni da combattere sotto forma di depressione, riflessioni sulla morte e ombre oscure della mente. Wrong Creatures diventa quindi una sorta di ripresa catartica ora che la band è tornata attiva a tutti gli effetti e punta sugli elementi conosciuti del trio, sul loro garage rock sporco e sensuale. Già anticipato dal galoppante ritmo di Little Thing Gone Wild l’album è un convincente saggio del loro amore per la psichedelia, che oscilla tra l’esuberanza sensuale dei Dandy Warhols e la maturità dei Jesus & Mary Chain.

Svaria molto tra momenti di rock prorompente in Kings Of Bones, epiche e melodiche ballate come Ninth Configuration, litanie ipnotiche e sensuali come Calling Them Away e Circus Bazooko, ed episodi come Haunt che con la sua atmosfera nebbiosa e sibilante pare di vederla suonata al The Bang Bang Club a Twin Peaks all’interno di un’atmosfera splendidamente Lynchiana.

I BRMC affrontano tramite la musica i loro demoni, discutono con ironia con la morte, si denudano di fronte all’ineluttabilità della fine. “Non so che abiti bisogna indossare quando si annega nelle fiamme, ma la pelle di solito va bene per tutto” dice Hayes. Ed è così che Wrong Creatures ci accoglie, si avvicina, ci avvolge. Pelle contro pelle.

Voto Album:

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