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Cardi B nel suo primo album guarda oltre la trap

Più di 200 milioni di ascolti in streaming nella prima settimana, disco d’oro per le vendite a poche ore dall’uscita in America e debutto alla prima posizione della classifica Billboard. Sono solo alcuni dei numeri da capogiro fatti registrare da Invasion of Privacy, l’album di debutto di Cardi B. La rapper originaria del Bronx irrompe come un uragano nel mercato musicale prendendosi letteralmente tutto con merito. Nonostante a un occhio distratto possa sembrare uno dei tanti fenomeni del momento, buttati nella mischia al solo scopo di cavalcare l’hype e guadagnare tanto e subito, Cardi B è un’artista vera con delle idee ben precise e non un personaggio finito lì per caso.

cardi-b-invasion-of-privacySpinta dalla forza di una hit mondiale con gli stilemi classici della trap come Bodak Yellow, Cardi B poteva perfettamente dormire sugli allori riprendendo una formula ben consolidata anche per i nuovi pezzi. Invece le tredici tracce di Invasion of Privacy ci mostrano una rapper che non si accontenta di vincere facile e che ha il preciso obiettivo di travalicare gli angusti confini del rap. Questo è infatti un album capace di mescolare pezzi da club a vere e proprie ballate in cui Cardi si cimenta per la prima volta nel canto e il risultato non è affatto sgradevole. La cura maniacale dietro alla scelta dei beat, poi, favorisce i racconti senza troppi filtri di Cardi B che in Get Up 10 dimostra a tutti di saperci davvero fare a rappare, descrivendo a suon di rime e incastri il suo passato da spogliarellista e precisando di essere una donna tosta, vera, e che l’unica cosa finta della sua persona sono le tette.

Invasion of Privacy è un album hip hop che non assomiglia a nessuna delle ultime uscite della scena. Non è una playlist trap ideata per lo streaming e non strizza l’occhio nemmeno agli eccessi della generazione soundcloud capitanata da XXXtentacion. Anzi, la release ricorda per certi versi i primi album rap di metà anni duemila quando i rapper statunitensi provavano a mettersi a confronto con gli artisti pop. Proprio per questo motivo non è un caso se tra gli ospiti troviamo, tolti i soliti Migos, Chance The Rapper e 21 Savage, nomi del calibro di J Balvin, Bad Bunny, SZA e Kehlani; inseriti nel tentativo di rendere il tutto un po’ più orecchiabile e meno ostico.

Quello di Cardi B è un progetto discografico sincero. Ed essere sinceri porta anche a non nascondere le proprie fragilità. Gli ascoltatori, forse stufi di artisti all’apparenza sempre perfetti, si rispecchiano maggiormente in personaggi che non hanno paura di esprimere le proprie debolezze. La sincerità e un bel disco, oggi, possono bastare a farti arrivare al top. Il difficile per Cardi B viene adesso.

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