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Il nuovo album dei Clean Bandit poteva essere migliore

Pur non pubblicando un disco da ben quattro anni, dei Clean Bandit ne parlano tutti da molti mesi. E questo perché il trio di Cambridge ha cavalcato il modello di business perfetto nell’era delle playlist e della bulimia musicale in streaming: rilasciare molti singoli di grido, con collaborazioni altrettanto clamorose, e raccoglierle tutte in un disco che funge più da collettore che altro, insieme ad altri inediti.

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Questo per dire cosa? Che in tutta sincerità What Is Love?, seconda release dei britannici, è una pubblicazione che conferma il valore del collettivo sulla breve distanza di un singolo, piuttosto che in un intero full length. Le hit clamorose le conosciamo tutti: Solo e Rockabye restano due dei migliori dance sentiti negli ultimi anni. Peccato che per il resto non vi siano veri sprazzi di genio, facendo pensare ai più maliziosi che gli altri brani presenti siano potenziali singoli esclusi per mancato appeal radiofonico, pur avendo coinvolto un parterre incredibile di featuring (Charli XCX, Big Boi, Rita Ora ed Ellie Goulding).

Anzi, con What Is Love? i Clean Bandit corrono il rischio di passare per veri e propri artigiani all’opera di altri artisti, rilasciando non un disco di una band con tante collaborazioni, ma un mixtape di svariati artisti che li nel ruolo di semplici musicisti. I brani riusciti non suonano come frutto della loro mente, ma del talento del vocalist di turno. In futuro questo sarà un aspetto con cui fare seriamente i conti.

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