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Everyday Life, il manifesto politico dei Coldplay

È un album densissimo Everyday Life, l’ottavo della carriera dei Coldplay e quello che probabilmente segnerà uno spartiacque nella discografia della band britannica. In uscita venerdì 22 novembre, il progetto si distacca nettamente da ciò che Chris Martin e compagni ci hanno fatto ascoltare finora, prendendo il largo dalle melodie che fanno parte del dna del gruppo per dar vita a un album molto complesso, sia nelle tematiche che nelle sonorità.

Everyday Life si divide, innanzi tutto, in due grandi macro-aree: Sunrise e Sunset, alba e tramonto, in una dicotomia che in effetti rappresenta davvero la vita di tutti i giorni, fatta di luci e ombre. C’è molta quotidianità in queste 16 tracce (8 per ogni macro-area), non lo si può negare, ma più di ogni altra cosa Everyday Life finisce per essere un vero e proprio manifesto politico, che mescola suoni e ispirazioni che vanno dall’oriente all’occidente in un gioco azzardato che alza tuttavia l’asticella non solo per la band, ma per tutta la discografia internazionale. Perché Everyday Life è l’album che si tira fuori quando non si ha veramente nulla da perdere e quando il proprio status di artista finalmente riesce a valicare i confini e i limiti della commercialità fine a se stessa. L’inizio della tracklist è, in questo senso, una dichiarazione d’intenti: una intro aperta e puramente musicale (a cui ha lavorato anche Davide Rossi) solleva il sipario di Everyday Life. Il messaggio è chiaro: state per ascoltare qualcosa di inatteso.

In Church – seconda traccia del disco – c’è un sample di Jaga Ji Laganay, scritta e cantata da Amjad Sabri, cantante pakistano ucciso in un attentato nel 2016. Trouble in Town – terza traccia – contiene parte di Jikelele, cantata dai bambini dell’ACFS (African Children’s Feeding Scheme), a cui tra l’altro verranno donati i proventi ottenuti dalla vendita del brano. In Arabesque – oltre alla partecipazione di Stromae – c’è parte del film Fela Kuti – Music is the Weapon, ispirato alla vita del musicista nigeriano e attivista Fela Kuti (nel brano, tra l’altro, c’è anche un assolo di tromba di Femi Kuti, figlio di Fela Kuti).

L’elenco delle chicche presenti in questa tracklist è infinito e non c’è dubbio sul fatto che Everyday Life sia un album dalla lunga digestione, che vada ascoltato più volte prima di essere compreso e completamente abbracciato. Non solo per il vastissimo apporto culturale e per le sfumature infinitesimali di un disco pensatissimo, ma anche e soprattutto per la frenesia certosina e per il lavoro che si cela dietro queste 16 tracce, all’apparenza quasi più spoglie di elementi, ma in realtà molto più sofisticate e ‘alte’, mi si passi il termine.

Ogni canzone è differente dalla precedente o dalla successiva, eppure ogni brano è sonoramente e metaforicamente collegato, quasi a creare una narrazione musicale. C’è anche tanta spiritualità in Everyday Life: in Broken, i Coldplay si sono sbizzarriti a creare un sound molto 60s con il prezioso contributo di un coro gospel, mentre When I Need a Friend vanta la presenza del London Voices Choir. In altri brani ancora, Chris Martin ha preferito la semplicità, cantando accompagnandosi solo con uno strumento (l’ukulele in WOTW/POTP o la chitarra in Old Friends), dando anche prova di essere un eccezionale musicista. Orphans Champion of The World sembrano essere gli unici due brani ancora in contatto con i Coldplay di una volta, e non a caso Orphans è stato il primo singolo estratto dall’album (e chissà che Champion of the World non sia il secondo).

Everyday Life è un album spiazzante per tutti i fan dei Coldplay e rigenerante per tutti coloro che non lo sono mai stati. Non c’è nulla di commerciale. Al contrario, tutto è politico: dai testi alla scelta degli strumenti, passando per le collaborazioni (oltre agli artisti già citati, troviamo nel disco anche Tiwa Savage e Jacob Collier). Il risultato è una disamina approfondita dell’attuale contesto socio-culturale mondiale: non roba di poco conto, insomma. Del resto, lo cantano gli stessi Coldplay in Arabesque che music is the weapon, music is weapon of the future. E se è vero, Everyday Life è una pistola carica e pronta a sparare.

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