Onstage
Destrage-2019

Perché i Destrage non sono ancora famosi quanto dovrebbero?

Come mai i Destrage non sono popolari e affermati nel mondo dell’hard & heavy underground tanto quanto band come Protest The Hero, Tesseract o Periphery?
Una domanda a cui potrebbero esserci molteplici risposte (che difficilmente avrò), un quesito che inevitabilmente mi tormenta da tempo: sin dall’esordio Urban Being fino all’esplosivo The King Is Fat ‘N’ Old le potenzialità del gruppo italiano erano chiare ed esplicite. Are You Kidding Me? e A Means To No End sono usciti per Metal Blade, garantendo a Paolo Colavolpe e sodali un’esposizione a livello mondiale sicuramente importante.

The Chosen One, ennesimo ottimo album firmato Destrage, è ulteriore conferma del valore dei Nostri. Siamo di fronte (almeno da 5 anni oramai, considerando che AYKMN è uscito nel 2014) a una band che ha una preparazione tecnica seconda a nessuno, che riesce a tradurre in musica pulsioni di ogni tipo, che plasma la materia metalcore, djent, progressive e hard rock in soluzioni diverse e credibili. Soluzioni che poi ripropone sul palco, senza trucchi o playback di sorta, riuscendo a eguagliare quanto incide su disco senza particolari difficoltà.

About That, seconda in tracklist di The Chosen One, è probabilmente una delle canzoni migliori mai composte dai Destrage. L’alfa e l’omega del loro spettro artistico è condensato in poco meno di 5 minuti di Arte metallara post moderna. Non si può far altro che ascoltare con massima attenzione, trasporto e stima.
Mr Bugman è un altro pezzo del mosaico di cui si compone la cover del disco, rapida e ficcante, rockeggiante il giusto e devastante sul finale. In Rage, My Alibi si ascolta qualche sperimentazione tribale insolita mentre in Headache and Crumbs si prova a unire melodie più easy alla solita struttura carro-armatistica. Infine The Gifted One presenta l’anima maggiormente epica e progressiva del combo (lato che andrebbe esplorato molto ma molto di più in futuro), con un pezzo che chiude un album di valore.

Mentre attendo risposte alla domanda iniziale, digerisco con calma ed estremo piacere il quinto studio album di un gruppo strepitoso. Consiglio a voi di non farvi inutili turbe da giornalista quasi quarantenne e godervi The Chosen One senza riserva alcuna.

Cover story Pietro Agostini

Voto Album:

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