Onstage

L’album d’esordio di Dua Lipa non passa inosservato

Il timbro vocale di Dua Lipa è potente, pulito ed unico. Classe 1995, la giovane cantante inglese (di origine kosovara-albanese) ha anche una dose sufficiente di talento e presenza scenica, che potrebbe portarla senza discussioni ad essere la ‘next-big-thing’ della musica pop britannica.

La sua voce è presente nella hit di Sean Paul No Lie ed il successo del pezzo ha sicuramente contribuito all’avvio di un periodo artisticamente molto positivo per l’artista. L’omonimo album d’esordio di Dua Lipa è proprio ciò che ci si aspetta da un personaggio come lei: un insieme di brani ben confezionati ed eseguiti, con i singoli di successo rilasciati dal 2015 ad oggi, alcuni di questi sostenuti da un’insistente heavy rotation radiofonica, altri più introspettivi.

Lanciata anche in Italia dal successo del singolo Be the One, Dua Lipa nel 2016 ha collaborato con la cantante Annalisa nel brano Used to You (tradotto in ‘Potrei abituarmi’), contenuto nell’album Se avessi un cuore. Altri ottimi risultati sono arrivati con i singoli New Love, Last Dance, Blow your mind (Mwah) e Hotter than Hell, per questo motivo è stato scelto di realizzare un disco che li raccogliesse e potesse contenere anche qualche new release.

Nell’album non figura un solo producer: a testimonianza del sostenuto impiego di risorse esistente dietro ad un progetto del genere, basti sapere che alle lavorazioni del disco hanno partecipato tra gli altri Rick Nowels (Madonna, Adele, Sia), Ian Kirkpatrick (Britney Spears, Justin Bieber, Jason Derulo), Jon Levine (Drake, Nelly Furtado), Greg Wells (One Direction, Katy Perry) e Stephen ‘Koz’ Kozmeniuk (Nicki Minaj, Madonna, Kendrick Lamar). Il lavoro congiunto di Dua Lipa con ognuno di loro ha dato una forma definitiva all’atteso esordio di questa promessa della musica inglese, che strizza l’occhio al grande pubblico ed è molto orecchiabile e mainstream, ma allo stesso tempo contiene anche qualche inserto sonoro non tradizionale e canonico, anzi, quasi esotico.

Da perfetta millenials cosmopolita, Dua Lipa firma canzoni in bilico tra le luci del dancefloor ed il synth-pop più fresco e catchy, mostrando una totale padronanza delle sue sfumature vocali. Oltre alla collaborazione con Miguel in Lost in Your Light, è da segnalare anche la presenza della ballad di chiusura Homesick, canzone eseguita piano e voce e scritta con il leader dei Coldplay Chris Martin, il quale partecipa al brano prestando la voce in alcune parti.

Garden e New Rules sono due tra i pezzi migliori presenti nel disco, dodici in totale nell’edizione standard (è stata rilasciata anche una versione deluxe con 5 pezzi in più). Dua Lipa sarà la prossima stella della musica britannica? Vero, è presto per saperlo, ma l’artista sembra davvero avere tutte le carte in regola per farcela.

Mara Guzzon

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