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Double Dutchess di Fergie è un disco senz’anima

Finale di Champions League del 2017, Millennium Stadium di Cardiff. No, non sto parlando del tragicomico “Asensio 4-1 è finita”, ma di quello che è successo in apertura. Il nastro va infatti riavvolto circa 90 minuti prima della disfatta bianconera. I Black Eyed Peas, o quello che ne rimane, salgono sul palco, per la cerimonia d’apertura. Will.I.Am, Taboo e Allan Pineda Lindo iniziano l’esibizione, ma la domanda di tutti i presenti allo stadio e di quelli a casa davanti alla tv è soltanto una: Fergie dov’è?

La risposta è più semplice del previsto: Fergie non ha potuto prendere parte all’evento perché si trovava in studio a completare il suo secondo album da solista. Nessuna dietrologia quindi, le strade della cantante e del gruppo si sono, momentaneamente, separate.

fergie-double-dutchess-recensioneTre mesi dopo la serata nefasta di Cardiff, la nuova fatica discografica di Fergie ha potuto vedere la luce. Quello di Double Dutchess è stato un parto durato più di tre anni, se pensiamo che la promozione del disco era iniziata addirittura nel settembre del 2014 con la pubblicazione del singolo prodotto da dj Mustard L.A. Love. Il brano in questione non ingranò mai, e nemmeno il secondo singolo Milf riuscì a dare la spinta giusta. Ed è per questo motivo che, a causa del poco successo ottenuto dai primi due estratti, Fergie decise di rimandare l’uscita dell’album, tornando di corsa in studio nel tentativo di dare una rimescolata alle carte.

La versione finale di Double Dutchess è la sintesi di un album pensato male in partenza. Un miscuglio di sonorità senza capo nè coda. Un vero peccato per un’artista con la ‘A’ maiuscola come Fergie. Double Dutchess è un disco difficile da collocare. C’è il reggae in Love Is Blind, l’elettropop di Hungry, il trap di Milf e persino le sonorità tropical house di Life Goes On. La tracklist composta da tredici brani non è altro che lo specchio di questo periodo storico. Dischi concepiti come playlist, con canzoni senz’anima realizzate con la speranza di essere inserite in una qualche lista di Spotify che permetta di dare visibilità a tutto il progetto.

Ovviamente non è tutto da buttare. You Already Know in collaborazione con Nicki Minaj, Enchanté e Save It Til Morning sono gli esempi migliori del lotto, ma ciò non basta per prendere la sufficienza. Quest’ultima, è una ballad convincente che sarebbe da prendere come punto di partenza per un nuovo inizio della cantante. Double Dutchess è un disco di transizione, con dei limiti evidenti fin dal primo ascolto. Ciononostante, Fergie ha ancora dalla sua il talento per poter risalire al più presto la china.

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