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Ghost: quando il demonio diventa mainstream

I Ghost sono sempre stati al centro delle discussioni più accese all’interno della scena metal. Ammesso e concesso che di metal, in fin dei conti, si possa davvero parlare, soprattutto a qualche giorno dall’uscita di Prequelle, quarto album della formazione svedese.

Uno dei primi oggetti di tanto contendere relativi ai Ghost è stato svelato in seguito alla conferma dell’identità del frontman Papa Emeritus, dietro a cui si cela il vocalist e mastermind Tobias Forge. Una grande novità per un gruppo che ha sempre basato la sua forza e il suo “appeal” sull’anonimato totale. Dal 2010 ad oggi, Forge si è calato in diverse incarnazioni dell’anti-Papa (Emeritus I, II, III e Nihil) fino ad approdare a un nuovo personaggio, quel Cardinal Copia al centro di Prequelle (primo disco, tra l’altro, in cui siamo a conoscenza della reale identità di un membro della band, in quanto, anche i restanti musicisti, i cosiddetti Nameless Ghoul, hanno il volto celato da maschere demoniache).

ghost-prequelle-2018Proprio questo “declassamento” nella gerarchia ecclesiastica potrebbe essere la chiave di volta per spiegare il tumulto che il nuovo lavoro dei Ghost sta causando. Oltre al fatto che ormai, gli svedesi siano entrati a piè pari nella cultura popolare. Per gli amanti delle note di folklore basti pensare ai ringraziamenti pubblici rivolti dalla band a Rihanna, che ha sfoggiato un look da “popessa” molto simile a quello di Emeritus durante la scorsa edizione dei Met Gala, fatto che ha messo sulla bocca di tutti (non solo metallari) i Ghost, se non altro da un punto di vista meramente estetico.

Popolare quindi, dicevamo. Se intendiamo la parola in senso più lato, possiamo applicarla anche a Prequelle, affermando senza timore che il nuovo full-length dei Ghost è di certo anche il più “pop” della loro carriera. Non a caso il primo singolo estratto Rats, è finito dritto alla quarta posizione della Billboard Mainstream Rock Songs chart. A onor del vero, già nel 2016 i Nostri avevano iniziato a diffondere il verbo urbi et orbi grazie al Grammy Award portato a casa per la Best Metal Performance di Cirice (singolo contenuto in Meliora, 2015).

Ma l’apoteosi di questa progressione popolare sta non solo nel fatto che per la prima volta nella loro storia i Ghost hanno annunciato un tour da headliner nei palazzetti statunitensi, ma anche nel fatto che hanno pubblicato la loro I Was Made For Loving You. Non ci credete? Allora ascoltate Dance Macabre, un chiaro omaggio (come anche la già citata Rats) al volto più danzereccio dei Kiss e alla disco music a cavallo tra anni ’70 e ’80. Ma Prequelle è anche una carrellata di ritornelli e ganci memorabili di stampo heavy settantiano come non se ne sentivano da tempo. Un lavoro ambizioso e ruffiano se vogliamo, ma in cui è davvero difficile scovare passi falsi. Forse, l’unica mossa evitabile, è l’inserimento di un secondo strumentale (Helvetesfönster) dopo il già memorabile Miasma, pezzo prog rock che farebbe tranquillamente concorrenza alla nostra PFM. Proprio il prog è un punto di contatto con i precedenti Meliora e Infestissumam, oltre a Faith, che sublima l’eredità musicale del passato.

Ma se il sound si è ammorbidito, non si può dire di certo lo stesso riguardo al songwriting, morboso e dissacrante come da tradizione, ma ancora più straniante proprio per quel sing-along costante che vi farà cantare di morte e destino con quella leggerezza tipica proprio del migliore rock da stadio. Ora come ora quindi, si può tranquillamente parlare di arena rock per Forge e i suoi Ghoul. I pezzi ce li hanno, starà a loro continuare a cavalcare questa onda, cercando di rimanere in equilibrio su quel sottile filo che li divide dagli abissi.

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