Onstage

Evolve degli Imagine Dragons non mantiene fino in fondo la sua promessa

Quando abbiamo sentito per la prima volta Believer, il primo singolo tratto da Evolve degli Imagine Dragonsci siamo dovuti tenere forte alla sedia: era un singolo decisamente promettente, soprattutto (riascoltate il brano mentre leggete questa recensione) per quel fantastico momento di sospensione poco prima del ritornello, in cui la tensione sale, cresce sempre di più, ed esplode in vero trionfo. Solo quei pochi secondi rendono l’intero pezzo una hit travolgente, e ci siamo detti con un pizzico di soddisfazione: «Finalmente ce l’hanno fatta». E poi c’era anche il videoclip che accompagna il pezzo, per il quale hanno scomodato persino Dolph tispiezzoindue Lundgren, interprete del leggendario Ivan Drago di Rocky IV.

imagine dragons evolveNon a caso il singolo in breve tempo ha portato a casa ottimi risultati (tra cui milioni di views su YouTube e invidiabili piazzamenti nelle classifiche di streaming e vendita): era proprio quello che ci voleva, nel momento giusto. La band statunitense infatti fin dagli esordi ha avuto, per così dire, chiamiamolo così, un problema: tolte le hit dai vari album che sono stati pubblicati negli anni, il resto delle canzoni non ha lasciato grandi tracce.

Per cui le premesse per un grande nuovo album c’erano tutte, e c’era anche la voglia di evolversi rispetto al passato, tanto che sono stati chiamati diversi collaboratori tra cui Alex da Kid, che li segue da sempre, insieme a Joel Little e Mattman & Robin. Questi ultimi due, di stampo più pop, sono tra i responsabili di alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni dato che hanno collaborato con Lorde, Taylor Swift, Ellie Goulding, Selena Gomez, Gwen Stefani, Nick Jonas, Britney Spears, Adam Lambert e Carly Rae Jepsen.

Ma la magia non è avvenuta del tutto: ok, c’è I Don’t Know Why che apre l’album e Dancing In The Dark che lo chiude (senza coretti e più downtempo, un po’ alla Massive Attack), due brani dal sapore molto più profondo e introspettivo che insieme alla già citata Believer e a Thunder, altro singolone, rappresentano qualcosa di diverso. Però le altre canzoni che compongono il disco in realtà non mostrano nessun cambiamento radicale.

La band sembra infatti ancora troppo legata a stilemi del passato, e a sonorità che non riusciamo proprio a sentire come nuove (come un I’ll Make It UpWhatever It Takes, che ricordano molto il sound dei Coldplay). Inoltre un pezzo come Yesterday, così diverso rispetto agli altri, sembra un po’ spaesato e fatica a legarsi con tutto il resto.

Sia chiaro, sicuramente rispetto ai dischi precedenti un passo in avanti è stato fatto, Evolve è comunque un disco piacevole e soddisferà i fan della band, ma non mantiene fino in fondo le promesse iniziali (e annunciate dal titolo. Con il senno di poi chiamare il disco in questo modo potrebbe essere stato un po’ un azzardo). Sembra che ci sia ancora qualcosa che trattiene gli Imagine Dragons dallo spiccare il volo a livello artistico: arrivata a questo punto la band dovrebbe riuscire a capire quale strada intende percorrere in futuro, però con una maggiore risolutezza. Forse è proprio questa la chiave che potrebbe dare il via ad una vera e fruttuosa evoluzione.

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