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Live From The Artists Den è il live perfetto per scoprire i Soundgarden

Il nuovo album dei Soundgarden, due anni dopo la morte di Chris Cornell, è un live registrato a Los Angeles nel 2013. Si chiama Live From The Artists Den, serie televisiva americana che ci ha fornito testimonianza di questa serata che è diventata tributo al cantante scomparso nel 2017.

Dopo le bellissime ristampe di Badmotorfinger, ULTRAMEGA OK, di Superunknown e della raccolta Thelephantasm ecco un altro manufatto di una storia passata.
Per i fan dei Soundgarden reperire testimonianze live è sempre stata una fatica immane, ripagata da esigue soddisfazioni. Parlo dei primordi dell’era internet, quando a pochi anni dallo scioglimento della band (alla fine del tour di Down On The Upside, 1996) si doveva aspettare giorni, anche settimane per reperire registrazioni pessime delle pazzesche performance di Chris Cornell.

Ora grazie alle ristampe zeppe di canzoni live singole e anche mini concerti completi (nella ristampa di Badmotorfinger trovate il Live At The Paramount del 1992) unite a succose versioni outtake. Un tesoro inestimabile per noi fan di vecchia data, ma anche un modo, per chi scoprisse il gruppo solo ora, di conoscere da subito tutti o quasi i lati oscuri e di luce di una band che ha fatto la storia non solo del grunge ma di tutta la musica rock.

Secondo album ufficiale live per i Soundgarden quindi, seguito di Live On 1-5 del 2011, live che quando uscì mi rese alquanto perplesso per la scelta della cornice storica che inquadrava. Il lavoro, con pezzi di concerti presi da vari momenti dell’ultimo tour della band prima dello scioglimento post Down On The Upside, fotografava una band sfilacciata, minata da contrasti interni insanabili. La voce di Cornell c’era ancora, i mezzi tecnici come consueto enormi, ma il gruppo non c’era più.

In Live From The Artists Den invece abbiamo la possibilità di avere una visuale completa (e definitiva, purtroppo) della proposta dal vivo dei Soundgarden. Ci sono pezzi da tutti gli album della band, King Animal compreso. La voce di Cornell è quella post Higher Truth, ultimo lavoro solista, calda e roca e consapevole dei limiti dovuti agli anni (o ai chilometri, come dice Indiana Jones). Un Cornell che non cerca più di rincorrere senza successo le sue prestazioni passate (come negli ultimi due album degli Audioslave, Out Of Exile e Revelations) e più convinto sulla direzione artistica da intraprendere dopo il mezzo passo falso di Carry On e quello quasi completo di Scream.

In questa mastodontica raccolta potete trovare cd, blu-ray per vedere le gesta dei musicisti, vinili e, come di consueto, un packaging deluxe costoso ma praticamente irrinunciabile per i fan.

Ultimamente Kim Thayil, che si è reso portavoce delle mosse promozionali della band dopo la morte di Cornell, è tornato a parlare del materiale registrato dal cantante per quello che sarebbe stato il nuovo album. Questo materiale esiste, ma i master originali non sono in mano al gruppo e chi li detiene non sembra intenzionato a cederli. Kim e il resto della band pensano che questo lascito non dovrebbe cadere nell’oblio o essere usato come cimelio unico della figura di Chris, ma dovrebbe essere lavorato e completato dai suoi colleghi di una vita musicale con i quali condiviso la storia dei Soundgarden. Ne sentiremo ancora parlare, di certo, e forse un giorno ascolteremo un album del gruppo di Seattle. L’ultimo.

soundgarden-live-album

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