Onstage
Low-Double-Negative-2018

L’ennesimo tassello di qualità nel bellissimo mosaico dei Low

Gran bell’album questo double negative dei Low. Non per tutti e per tutti se volessero. Oggigiorno comunque una scelta coraggiosa e controcorrente. Una nutrita schiera di ascoltatori di qualità si è fatta viva sul mercato, e cerca proprio questo tipo di conforto artistico per investire ascolti e denari, ma come dicevo, il rischio rimane: soprattutto quello di esagerare.

La band è credibile, sulle scene da oltre vent’anni, una dozzina di album all’attivo ed il grande pregio di non aver mai temuto il cambiamento. Inoltre il nuovo lavoro è stato accolto con recensioni di settore quasi unanimi nel tesserne le lodi. Per buona parte a ragione.

Il trittico iniziale composto da Quorum, Dancing and Blood e Fly racchiude, in sedici minuti, l’anima di Double Negative. Una colonna sonora di indubbia qualità sonora, dove la band si prende tutto il tempo necessario per musicare un malessere e arpeggiare elettronicamente un ampio spettro di emozioni, non necessariamente tristi o negative.

Proseguendo l’ascolto, con Tempest, Poor Sucker, Rome e la finale Disarray, la mente corre subito ai Radiohead di Kid A. Probabilmente lo fa solamente come autodifesa, per cercare quelle stesse chiavi interpretative che risolsero uno degli album più belli, ma allo stesso tempo spiazzanti degli anni 2000. Ma sbaglia. In questo album non ci sono Radiohead né i Nine Inch Nails. Ci sono solo i Low ed il loro fidato BJ Burton. L’unico paragone che potrebbe reggere è quello con i Sigur Ros, band che ha segnato il solco con il proprio marchio di fabbrica del destrutturare, creare atmosfere e usare in un perfetto mix, suoni, anche inquietanti, e linee vocali di pura melodia onirica.

Double Negative è uno dei migliori album della band, ma non ne sarà il rilancio né la consacrazione. Sarà come da piacevole tradizione l’ennesimo tassello diverso e di qualità che andrà a comporre quell’immenso mosaico artistico dei Low. Un gruppo al quale non interessa minimamente affiancarsi a qualsiasi tipo di etichetta o casella, e che appunto, come un antico mosaico, visto da vicino inganna nel suo essere frastagliato, ma che si rivela nella sua bellezza eterna facendo un passo indietro e guardandolo nel suo insieme.

Voto Album:

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