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Luchè con Potere raggiunge la vetta del rap italiano

“Neanche un complimento quando ho vinto il premio. Come se poiché l’avessi vinto io, valesse meno. Tu non puoi ignorarmi, né far finta di niente. Non mi ha votato una giuria, mi ha votato la gente, fra’” rappa Luchè in Potere/ Il sorpasso primo brano di Potere il suo nuovo album.

luche-potereA due anni di distanza da Malammore, il vincitore della categoria Miglior Artista Hip Hop agli ultimi Onstage Awards è tornato con il suo quarto disco solista. Luchè oggi è il miglior rapper italiano in circolazione. È il suo momento. Inutile girarci intorno più di tanto. Non serve nemmeno un premio per capirlo, basta ascoltare il suo ultimo lavoro. Luchè nel corso della sua carriera solista iniziata ufficialmente con L1 nel 2012 è riuscito sempre a migliorarsi e adesso, pur non avendo ancora certificazioni da appendere al muro di casa, gli va riconosciuta una netta leadership nel rap game italiano. C’è stato l’anno di Guè Pequeno, l’anno di Marracash, quello di Fabri Fibra. Ora è arrivato il momento di lasciare spazio al rapper di Marianella.

Le sedici tracce presenti in Potere consegnano al pubblico un artista in completo stato di grazia. Il rapper partenopeo si sbizzarrisce con flow diversi, tecnicismi e contenuti mai banali per più di un’ora che sembra durare la metà per quanto scorre bene. All’interno di Potere sono presenti pochi ma ben calibrati featuring. Troviamo un Guè Pequeno in formissima in Lv & Balmain, il maestro Enzo Avitabile in Potere 2, Paola Imprudente nell’intro e Coco in Dieci anni fa e Lo sai chi sono. Quest’ultima, per chi scrive, a mani basse la migliore del lotto. Le produzioni invece sono state affidate a D-Ross Pherro, Star-T-Uffo, Torok, Geeno, Yung Snapp, Iam Tash, Nazo e The Night Skinny. Nonostante il gran numero di produttori, l’album dal punto di vista delle sonorità non ne risente e appare omogeneo. Niente effetto playlist per una volta.

Potere mostra le due anime di Luchè: quella riflessiva e quella di strada. Se con Lo sai chi sono, Gli altri e Star il ragazzo ormai diventato uomo ci parla di amore e di vita, di sentimenti e di passione, di amicizia e delle lezioni apprese nel corso degli anni; negli immancabili banger autocelebrativi, che faranno sicuramente impazzire tutti dal vivo, come Diamanti nei denti e Potere il rapper ricorda a tutti di essere il re di Napoli e uno dei migliori della scena, di non aver avuto spinte da nessuno e di avercela fatta da solo. Luche è oggi rapper consapevole dei propri mezzi e non ha nulla da invidiare ai colleghi che sono riusciti a sbarcare con le proprie rime in televisione. I tempi sono maturi anche per lui.

Voto Album:

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