Onstage

Bloom inserisce di diritto Machine Gun Kelly ai piani alti del rap mondiale

Siamo in piena estate e se state ancora cercando il disco giusto, Bloom di Machine Gun Kelly fa al caso vostro. Non fatevi spaventare dalla copertina che mostra le spine che trapassano la pelle del dorso della mano del rapper. Bisogna andare oltre per capire a pieno tutto il mondo che circonda il rapper e chitarrista statunitense.

Il disco, composto da 13 canzoni, vede le collaborazioni di James Arthur, Hailee Steinfeld, Quavo, Ty Dolla $ign, DubXX e Camila Cabello, quest’ultima è presente in Bad Things, singolo apripista che ha raggiunto quasi 200 milioni di visualizzazioni su Youtube. Il brano è stato passato più e più volte anche dalle radio del nostro paese. È un perfetto singolo pop-rap che tanto impazza ultimamente: due strofe rappate e ritornello affidato alla voce di una donna. Il pezzo, oltre a rendere l’album non solo più accessibile a tutti ma anche più equilibrato, mostra senza dubbio una notevole dimestichezza da parte di Machine Gun Kelly con il pop mainstream. Con più successi come questi, l’artista potrebbe dominare i passaggi radiofonici da qui all’eternità.

Va detto però che chi ha conosciuto Machine Gun Kelly in questo modo, probabilmente, non è stato invogliato a premere play per ascoltare il suo album, ed è un grave errore. Perché Bloom è tutt’altro. Ci sono le rime serrate di The Gunner che non ti danno il tempo di distrarti, c’è la chitarra acustica che sorregge un brano malinconico come Rehab in cui MGK si confida, ammettendo alcune dipendenze. “Ho passato la mia serata allo strip club, io pago le ragazze soltanto per ottenere l’amore, le pago per mentirmi” ha confessato rappando. Insomma, le liriche del rapper sono certamente di grande impatto, sia per la sua onestà che per il modo in cui è in grado di immedesimarsi nelle esperienze comuni della gente. Durante l’ora scarsa d’ascolto non mancano, inoltre, momenti trap insieme a Quavo dei Migos, presente nella canzone Trap Paris.

Lo so, il rischio di bestemmiare è alto, ma facendo un paragone con gli artisti di casa nostra, Machine Gun Kelly è come se avesse preso il lato migliore di Fedez per i pezzi cantati e radiofonici e il lato migliore di Salmo per quanto riguarda i brani rap hardcore e il riscontro live. Chi ha avuto la fortuna di assistere al suo concerto al Carroponte di Milano ne sa qualcosa. Lui è un vero fuoriclasse che si dimena sul palco e da proprio tutto se stesso. Su YouTube è pieno di video delle sue esibizioni live che lo dimostrano.

Bloom inserisce di diritto Machine Gun Kelly ai piani alti del rap mondiale. Il duro compito ora per il rapper è quello di mantenere alte le aspettative, se prima era un outsider adesso è una solida realtà.

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