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Macklemore non riesce a far dimenticare l’assenza di Ryan Lewis

Sono passati ben dodici anni dall’uscita di The Language Of My World, ovvero l’ultimo disco solista di Macklemore. Oggi il rapper di Seattle ci riprova con Gemini, forte di un recente passato pieno di successi grazie ai due album pubblicati in collaborazione con il produttore Ryan Lewis che gli hanno permesso di vincere il Grammy con The Heist e di restare ai vertici del panorama musicale mondiale con This Unruly Mess I’ve Made.

macklemore-gemini-recensioneGemini non si discosta più di tanto dai lavori precedenti di Macklemore, ma l’assenza di Ryan Lewis in cabina di regia si sente eccome. Il produttore, infatti, era il vero finalizzatore dei due, in grado di confezionare al meglio le liriche di Macklemore, che qui risultano in molti episodi poco valorizzate rispetto al passato. A livello sonoro, Gemini è in linea con la maggior parte degli album hip-hop usciti quest’anno. Non possono mancare quindi influenze trap che si vanno a posizionare tra il rap classico e canzoni che strizzano l’occhio al pop da classifica.

L’album, anticipato dai singoli Glorious con Skylar Grey e Marmalade con Lil Yatchy, ha un andamento lineare, senza troppi picchi verso l’alto ma nemmeno con picchi verso il basso. Anche in questa occasione non mancano gli innumerevoli featuring, caratteristica predominante all’interno della discografia di Macklemore. Non bisogna sorprendersi quindi se dei sedici brani presenti, solamente uno è cantato dall’inizio alla fine dal rapper. Oltre a quelle già citate, le comparse degne di nota sono certamente Offset dei Migos, Eric Nally (già vocalist in Downtown), il cantante/autore londinese Dan Caplen e Kesha. Ed è proprio Good Old Days con una Kesha in stato di grazia il brano cardine di Gemini. La canzone è un perfetto singolo radiofonico che garantirà un’ottima promozione al disco. Qui, la voce dei due artisti si fonde alla perfezione creando atmosfere sognanti.

Sia chiaro, Gemini non è di certo la migliore uscita di questo 2017. È un album che si presta a un ascolto leggero con un paio di momenti buoni a scapito di molti riempitivi. Tuttavia, Macklemore si conferma come un rapper abile, forte di un flow altamente riconoscibile e che ben si adatta a qualsiasi sonorità. Il vuoto lasciato da Ryan Lewis si sente ed è innegabile. I due erano in grado di amalgamare al meglio cadenze e attitudini puramente hip hop a una sensibilità pop fuori dal comune. La speranza è quella di rivederli al più presto insieme per nuovi progetti.

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