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Marilyn Manson ritorna ai fasti di un tempo con Heaven Upside Down

Che Marilyn Manson fosse tornato in forma l’avevamo notato da tempo e ne avevamo avuto piena conferma dalle performance dal vivo che avevano accompagnato lo splendido The Pale Emperor, per chi scrive non solo il miglior album del fu Reverendo da anni a questa parte, ma una delle cose più belle uscite quell’anno. In realtà, qualche timido segnale di ripresa si era già visto ai tempi di Born Villain, ma nulla che potesse far presagire un ritorno ai fasti di un tempo, quanto meno nell’immediato.

marilyn-manson-heaven-upside-down-copertinaInvece, a dimostrazione del fatto che Manson non fosse una semplice meteora destinata a segnare uno specifico momento storico, ma un artista di livello assoluto, ecco arrivare il nuovo Heaven Upside Down, che riconferma appieno tutto quello detto per il suo predecessore. Se, però, ai tempi dell’uscita di The Pale Emperor, Marilyn dichiarò di aver dovuto intraprendere un percorso di redenzione alle radici del blues, oggi possiamo dichiarare senza timore di smentite che con le nuove canzoni, che pur mantengono un evidente feeling bluesy, egli sia tornato a padroneggiare al meglio le sonorità per cui divenne celebre nella seconda metà degli anni novanta.

La scelta di mantenere lo stesso team compositivo del recente passato ha certamente aiutato l’alchimia di un gruppo che mai come ora sembra aver trovato un equilibrio stabile, ma è chiaro che siamo di fronte ad un uomo che ha ripreso piena consapevolezza dei propri mezzi e che finalmente sembra libero dal dover dimostrare qualcosa a tutti i costi. Un po’ lo stesso discorso che si può fare per il suo aspetto: ora che si presenta sostanzialmente per quello che è realmente, Manson inquieta più di prima.

A dimostrazione della ritrovata vena compositiva, l’autore di Antichrist Superstar torna a giocare violentemente con le parole e con tematiche care a lui e ai suoi detrattori. Say10, Jesus Crisis, ma anche la stessa title track e Kill4Me potranno anche shockare i soliti attivisti vari, ma sono lontane anni luce da miseri pretesti per provocare la sensibilità dei più: sono Manson che torna a fare Manson, con tutti i pro e contro del caso.

A corredare il tutto, un video (quello di Say10) farcito di sangue, masturbazioni e impreziosito dalla partecipazione dell’amico Johnny Depp, un’altra certezza assoluta. Il video resta forse l’unica cosa in cui Manson cerca deliberatamente di provocare l’opinione pubblica e si rivela probabilmente l’unico tentativo maldestro di far parlare di sé per argomenti non prettamente musicali, consci del fatto che anche quella sia una parte dell’artista che abbiamo ormai imparato a conoscere. “A tutti quelli che vogliono diventare come me, dico sempre: siate semplicemente voi stessi”: ecco, Manson ha finalmente ascoltato le proprie parole.

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