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Blue Karaoke è il passo falso di Mecna

Del nuovo disco di Mecna, Blue Karaoke, uscito un mese fa, non ne parla già più nessuno. È come se non fosse mai stato pubblicato. Un tonfo inaspettato se si prende come metro di paragone il forte calore che il pubblico milanese, solo una settimana fa, ha saputo regalare al rapper foggiano al circolo Magnolia, per quella che, fino a oggi, è da considerarsi come l’unica data estiva di promozione del nuovo album. Un tonfo tutto sommato prevedibile ascoltando le dieci canzoni presenti nel disco.

Il motivo è abbastanza semplice: Blue Karaoke è un album anonimo. Il quarto progetto discografico di Mecna, arrivato a un anno di distanza da Lungomare Paranoia, è un disco pop senza capo ne coda. Easy listening spinto ma non a livello di chi da anni, in Italia, ci campa con album da aperitivo. Mecna ha da sempre abituato bene i propri ascoltatori, con liriche di livello e brani assai godibili. Qui tuttavia ha asciugato e semplificato enormemente la scrittura realizzando testi adatti, al massimo, per qualche didascalia su Instagram. Circondarsi di “yes man” fa male, e se solo qualcuno vicino al rapper avesse avuto il coraggio di dire a Mecna, prima della pubblicazione, che, no, quella intrapresa non era la strada giusta, anche al costo di litigarci, avrebbe sicuramente salvato la baracca.

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Dopo anni di gavetta è giusto voler ampliare il proprio pubblico con l’obiettivo di arrivare anche alla famosa casalinga di Voghera, o mal che vada a sua figlia, ma qui si è voluta cercare la via più breve, e da che mondo e mondo le scorciatoie alla fine ti si ritorcono contro. E se le mie considerazioni possono essere viste come le solite sparate a zero del critico di turno cattivo e represso e che mangia i bambini, passo un attimo la palla al pubblico che ha sempre ragione. Bene, Blue Karaoke ha debuttato alla posizione numero sei della classifica Fimi, ma dopo sole quattro settimane è scomparso dalla top 100. Ora i numeri non sono tutto certo, e non sono nemmeno sinonimo di qualità, ma nell’era dello streaming è davvero difficile vedere un disco urban, almeno per le etichette, fuori dalla top 20 con questa velocità, figurarsi dalla top 100.

Quello che salva Blue Karaoke da uno zero in pagella sono i beat. Perché nemmeno i featuring di Coco, Ghemon (bel ritornello) e Fibra sono riusciti a risollevare un disco nato male in partenza. Le produzioni dicevo. Lunar e Iamseife hanno curato la produzione del disco insieme a Yakamoto Kotzuga e Godblesscomputers realizzando sonorità da clubbing adatte per il periodo estivo. Ultimo ma non ultimo troviamo Big Fish che in Un drink o due ha firmato quello che senza ombra di dubbio è il pezzo migliore del lotto. Purtroppo altro non è che il classico gol della bandiera che non basta a cancellare una prova opaca da parte di Mecna. Il campionato è ancora lungo, e il tempo per rifarsi c’è. 

Voto Album:

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