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I Motionless In White hanno le idee chiare sul proprio futuro

Partiamo da una grande verità: i Motionless In White, band originaria della Pennsylvania attiva dal 2005, hanno sempre spaccato a metà l’opinione pubblica, soprattutto per l’immagine che fin dagli inizi la formazione capitanata da Chris “Motionless” Cerulli ha voluto costruirsi. Se da un lato infatti le ambientazioni e i testi arguti del combo statunitense fanno la gioia dei fan dello humour nero, dall’altra hanno sempre fatto rabbrividire i più oltranzisti.

E Disguise, il quinto full-length in carriera per i Nostri, non sarà di certo l’eccezione alla regola.
Quindi affrontate il nuovo lavoro dei Motionless In White con la mente sgombra da pregiudizi, sapendo già che troverete tantissima black romance e atmosfere horror spesso di ispirazione burtoniane (anche se a tratti più spinte). Passando alla proposta musicale di Disguise, il discorso è molto simile. La deriva che ormai la formazione ha preso è sempre più radiofonica, e i germi di questa “svolta” erano evidenti fin da Reincarnate (album del 2014 che non per nulla si è conquistato un bel nono posto nella Billboard Top 200) e soprattutto con Graveyard Shift (2017). Prima di allora, i Nostri si erano fatti notare con Creatures, full-length di esordio del 2010, che sebbene ancora in modo rudimentale, miscelava sonorità metalcore, industrial e gothic, in un amalgama che per semplicità (e per il corollario di atmosfere esposto qualche riga sopra) è stato etichettato come horror metal.

Disguise ha trovato un buon compromesso tra aggressione e melodia, risultando in un lavoro lineare ed equilibrato, sebbene privo di momenti davvero memorabili. Fin dalla title-track, si intuisce subito dove Chris Motionless e soci vogliano andare a parare, per non parlare di Undead Ahead 2: The Tale of the Midnight Ride, pezzo che fa da compendio perfetto dell’intero disco, tra metalcore infarcito di abbondanti dosi di elettronica, ritornelli tremendamente catchy, breakdown piazzati proprio dove dovrebbero stare.

Mentre lo spirito industrial della band si manifesta prepotente in Broadcasting from Beyond the Grave: Death Inc (brano che denota un certo amore anche per il Rob Zombie musicista), Disguise offre momenti veramente heavy (vedi Headache, c0de, Thoughts & Prayers e i rimandi a Slipknot e Korn), ma anche episodi in cui è la voce di Cerulli la vera protagonista, a testimonianza della versatilità di un artista in grado di passare dal growl al pulito in un battito di ciglia, risultando credibile (e le power ballad Holding on to Smoke e Another Life sono lì a testimoniarcelo).

Nel corso della propria carriera, i Nostri hanno assistito a diversi e drastici cambi in line-up (Chris Motionless è l’ultimo membro originario, e proprio quest’anno la posizione vacante di bassista è stata coperta dall’ex Ice Nine Kills Justin Morrow), ma nonostante questo, grazie al lavoro del vocalist e mastermind, i Motionless In White hanno le idee chiare sul proprio futuro, pur senza tradire il passato. Una coerenza che si tradurrà pure con una scarsa originalità, ma che deve essere intesa come intrattenimento puro e di qualità, senza troppi preconcetti.

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