Onstage
nicki-minaj-queen

Nicki Minaj è una regina a metà

Nicki Minaj è la regina dell’hip hop? Gli ultimi trenta secondi di fuoco di Barbie Dreams, terzo brano di Queen, fanno propendere per il sì. Nicki Minaj è in grado di fare un album come dio comanda? Nì, verrebbe da dire, citando un noto commentatore sportivo italiano, molto in voga dal 2006 a questa parte.

Ma partiamo dall’inizio, una cosa per volta. Queen è il nuovo progetto discografico di Nicki Minaj e arriva a quattro anni di distanza dal precedente The Pinkprint. Un lasso di tempo monstre in un’epoca liquida come quella che stiamo vivendo. Dove il lunedì sera sei in alto e il martedì pomeriggio sei già nel dimenticatoio. Con singoli e carriere che hanno la durata dei sogni. 

Certo, questo non è proprio il caso di Nicki Minaj. Ma il rischio andava comunque valutato. Lei tuttavia in questi anni non è mai scomparsa del tutto, anche grazie a varie e mirate collaborazioni con artisti del calibro di Jason Derulo e Ariana Grande, e soprattutto grazie alla presenza fissa e costante sui social che ormai aiutano a non far sparire dai radar. Una sorta di vetrina aperta 365 giorni l’anno 24 ore su 24.

queen-nicki-minaj-copertina

Arriviamo dunque a Queen. Che essendo un album urban del 2018 soffre inevitabilmente del morbo di Spotify. Dischi lunghi come la quaresima realizzati con l’intento di strappare più certificazioni possibile e ottenere la vetta della classifica. Che, come dimostra Queen, non sempre arriva (il disco ha esordito al numero due della classifica Billboard, dietro ad Astroworld di Travis Scott ndr). Il gioco evidentemente non vale la candela.

Se la prima parte di Queen fa gridare al miracolo grazie a una Nicki Minaj tirata a lucido e mai così centrata e sul pezzo, la seconda invece fa calare le palpebre. 
Fino a Chun-Li, brano dieci in scaletta, Queen è senza dubbio uno dei migliori album urban dell’anno. O perlomeno uno dei più curati. C’è tutto: fotta, stile, mille flow diversi e grinta da vendere. Pezzi come Ganja Burns, Rich Sex con Lil Wayne, la già citata Barbie Dreams, il singolo Bed insieme ad Ariana Grande e Chun Swae con Swae Lee sono canzoni che rimaranno e non semplici episodi.

La seconda parte però, come detto, scende incredibilmente di livello. Nove brani inseriti per allungare il brodo, riempitivi su riempitivi che non fanno altro che abbassare notevolmente il giudizio complessivo su un buon prodotto rap.

La Nicki Minaj di Queen appare come una regina a metà, incapace di dettar legge e schiava del mercato. Nonostante abbia dimostrato di avere i mezzi e le qualità per tentare di prendere una strada tutta sua. Seppur in campo da diversi anni, l’età è ancora dalla sua e le possibilità di cambiare definitivamente rotta ci sono ancora tutte.

Voto Album:

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI