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Per Noyz Narcos il rap è ancora una valvola di sfogo

Vicino alla soglia dei quarant’anni Noyz Narcos torna con quello che potrebbe essere il suo ultimo album. Enemy, questo il titolo della release, arriva a distanza di tre anni da Localz Only, progetto ideato e pensato insieme al produttore Fritz Da Cat.

enemy-noyz-narcos-coverIl rapper romano, che ha iniziato a scrivere rime quando ancora il rap italiano era un genere considerato per fuori di testa e confinato in locali che cadevano a pezzi, si trova oggi spaesato dinanzi a una scena che negli ultimi anni è definitivamente esplosa e ha deciso di puntare tutto sull’immagine a discapito della sostanza. Di certo non li biasima, Noyz, i nuovi ragazzi del rap italiano, ha grande rispetto per chi riesce a fare soldi con la propria arte; ma per uno che ha fatto dell’uso della parola il suo punto cardine, grazie a racconti dettagliati della periferia romana, tutto questo paesaggio crea soltanto un grande senso di sconforto.

Perché Noyz è uno che non ha mai voluto apparire più di tanto. Per scelta precisa, non ha mai usato il mezzo televisivo o radiofonico per fare promozione. È, se vogliamo, un rapper atipico che non ha mai cercato di propinare forzatamente la sua arte. Deve essere l’ascoltatore incuriosito a venirlo a cercare. Tuttavia Noyz, conscio di essere sul pianeta Terra nel 2018, grazie al lavoro in studio con il fido Night Skinny ha saputo adattarsi al tempo, confezionando un album dai suoni freschi e attuali che non sfociano nella trap da slogan, e mantenendo fede alla sua cifra stilistica.

All’interno di Enemy, Noyz con il suo stile e flow di sempre analizza lo scorrere della vita quotidiana nei quartieri senza censure e false ipocrisie. Le quindici tracce dimostrano che per lui il rap è ancora una valvola di sfogo. L’unica nota negativa, di uno degli album di rap italiano più riusciti fin qui, sono le troppe collaborazioni. Sono infatti presenti Salmo nel brano Mic Check, Coez in Sputapalline, Luchè e Capo Plaza in Casa mia, Achille Lauro in R.I.P., Rkomi in Matanza e Carl Brave e Franco 126 in Borotalco. Tutti gli artisti che hanno preso parte al progetto sono entrati nell’immaginario di Noyz, ma purtroppo non hanno aggiunto nulla di entusiasmante, eccezion fatta per Carl Brave e Franco126 che in Borotalco si sono rivelati la ciliegina sulla torta di uno dei pezzi più riusciti dell’intero disco. Da segnalare, inoltre, il singolo apripista Sinnò me moro, omaggio riuscito del rapper alla cantautrice romana Gabriella Ferri e alla sua Roma.

Noyz Narcos potrebbe davvero abbandonare le scene musicali per dedicarsi ad altro. Magari tornerà a tatuare o aprirà un locale all’estero. Quel che è certo è che con Enemy Noyz saluta ipoteticamente nel modo migliore, confermando un talento naturale che in questi quindici anni ha segnato un’intera generazione.

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