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P!nk dimostra di essere un’artista senza età in Beautiful Trauma

Sarà capitato a tutti di incontrare dopo tanti anni un amico. Con lui hai trascorso una fase importante della tua vita: dalle prime bravate, passando per quei litigi apparentemente irrecuperabili durati il tempo di una sigaretta, fino ai risultati del test di matematica passati sottobanco. Poi vi siete persi, scelte di vita differenti e altre mille situazioni vi hanno fatto allontanare. A un certo punto però te lo trovi davanti e, lasciati passare i primi minuti di imbarazzo, scopri che tutto è rimasto come prima, invariato. Le distanze si annullano.

Pink-Beautiful-TraumaSono passati cinque anni dall’ultimo disco di P!nk. Tanti, forse troppi per un mondo liquido come quello di oggi, governato dallo streaming. Il rischio di un effetto “dinosauro” era oggettivamente dietro l’angolo, eppure Beautiful Trauma, settimo album in studio di P!nk, ha avuto la capacità e la forza di fugare qualsiasi dubbio già dai primi minuti di ascolto, annullando le distanze. Perché P!nk è la stessa di sempre, un’artista senza età capace di segnare momenti precisi della vita di ciascuno di noi. Il tempo passato non l’ha cambiata, bensì rafforzata e il suo è un ritorno coi fiocchi.

Va detto, P!nk non aveva bisogno di dimostrare nulla, la sua carriera parla per lei. Qualche numero? Dal suo debutto nel 2000, ha venduto più di 30 milioni di album, 65 milioni di singoli, oltre 1 milione di DVD in tutto il mondo e ha avuto ben 11 singoli nella top 10 della classifica Hot 100 di Billboard. Tuttavia, vedere la pop star americana al top, che chiariamo subito non significa per forza in cima alle classifiche, ma più che altro fuori con un prodotto credibile e all’altezza, è un bel segnale per tutti. In primis per quel tanto e, a volte, ingiustamente bistratto pop.

Anticipato da What About Us, una ballata moderna e attuale cucita alla perfezione addosso alla voce di P!nk, Beautiful Trauma consegna al pubblico un’artista in forma smagliante. Tredici brani e un solo e importante featuring, quello di Eminem in Revenge. Un album personale che per cinquanta minuti ti trascina nel mondo ribelle e fuori dagli schemi, ma non per forza sbagliato, dell’artista. Nessun riempitivo, ma tanti brani degni di nota. Su tutti, oltre al singolo di lancio, da segnalare Whatever You Want, Barbies e Secrets. Avevamo bisogno del ritorno di P!nk, una pop star rara, non convenzionale e capace di emozionare. Dopo averla finalmente riabbracciata, la speranza è quella di non perderla più di vista.

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