Onstage
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Slash è ancora una sentenza: il Rock è vivo e lotta insieme a noi

Sono passati quattro anni da World On Fire. Nel mezzo la reunion dei Guns N’ Roses. Tour in ogni parte del mondo insieme ad Axl e Duff, nei palazzetti e all’aperto. Anche due date italiane a Imola e Firenze, seguite in complesso da 150.000 fan. Roba da fiaccare la resistenza fisica e psichica di chiunque. Non Slash, uno che ha sempre messo al primo posto il proprio viscerale amore per la chitarra, per il rock, per il blues e in generale per la Musica.

L’annuncio del ritorno con Myles Kennedy e i Conspirators aveva spiazzato i fan. Sembrava troppo presto rispetto alla conclusione (temporanea?) degli impegni coi GnR. E invece no. Living The Dream prosegue da dove World On Fire si era fermato. Il disco è più asciutto ed essenziale, ha meno tracce, è denso di blues e su un impatto più grezzo e frontale.

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Le prime quattro tracce sono una manata in faccia esagerata, Slash e soci piazzano tutto il meglio possibile nel quarto d’ora iniziale: ritmi elevati, riff e virtuosismi vocali di Myles, chorus pazzeschi. Sembra che Slash voglia rassicurarci: ragazzi non credete alle stronzate che leggete in giro, il Rock è vivo e lotta insieme a noi. Potrà sembrare superfluo ma ogni tanto anche noi, vecchi disillusi e nostalgici, abbiamo bisogno di conferme. Questo disco ce le fornisce tutte subito, con pochi fronzoli e senza girarci intorno.

I brani successivi sono pezzi di facile fruizione, mid-tempo groovy e ballatone comprese, come la struggente The One You Loved Is Gone e The Great Pretender, che vanta anche un assolo favoloso. La chiusura con la trascinante Boulevard of Broken Hearts (uno dei pezzi preferiti di Myles, leggete qui l’intervista) ci permette di affrontare a testa alta un periodo in cui certa musica viene considerata troppo vecchia e inadeguata per i tempi che corrono.

Slash riesce nuovamente a confermare il proprio ruolo centrale nell’universo rock degli ultimi decenni, grazie a un disco tutto cuore, summa del pensiero di un appassionato di certe sonorità e impreziosito dall’ugola d’oro di Myles Kennedy. I Conspirators sono oramai una band fatta e finita, Living The Dream ne è l’ennesima conferma.

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