Onstage
Taylor-Swift-reputation

Il sesto album di Taylor Swift non delude le aspettative

Coraggio, lungimiranza e desiderio di migliorarsi. La vecchia Taylor Swift non è di certo morta come molti vogliono farci credere, sta solamente completando, senza troppe sbavature, la propria evoluzione. A tre anni di distanza dal precedente 1989, la pop star americana ritorna con Reputation, album che segna un vero e proprio spartiacque artistico per la sua carriera.

Taylor-Swift-reputation-copertinaProdotto da Jack Antonoff, Max Martin, Shellback e Ali Payami, il sesto progetto discografico di Taylor Swift ha al suo interno molti spunti interessanti. Se il country era stato già messo da parte in 1989, la direzione intrapresa con il nuovo Reputation è quella di affidarsi a un suono ancora più contemporaneo, etichettatile sotto il nome di elettropop, che a differenza di ciò che gira nel panorama musicale odierno qui assume diverse sfaccettature, continuando a dare importanza alle liriche e, soprattutto, non sapendo di plastica. Anticipato dal singolo Look What You Made Me Do, capace di stabilire svariati record come quello del maggior numero di stream su Spotify nelle prime 24 ore (con 8 milioni di ascolti ha superato Ed Sheeran) e di visualizzazioni su Youtube (con oltre 28 milioni di visualizzazioni in un giorno ha infranto il record di Adele), Reputation è un concentrato di hit. Tutti i quindici brani, infatti, sono potenziali singoli, la quintessenza dell’essere una vera pop star.

L’album si apre con l’esuberante …Ready For It, una canzone che ha portato la mente di tutti a One Sight di Kanye West, per la potenza e l’impatto dei bassi e, perché no, per la presenza di una parte rappata dalla stessa Taylor. Prosegue con End Game, a cui hanno collaborato due eccellenze come Ed Sheeran e Future, un pezzo fresco e dal ritmo incalzante che strizza l’occhio al r&b. Il disco, durante l’ora scarsa di ascolto, va giù dritto che è un piacere ed elencare tutti i brani presenti non sarebbe in linea con il suo flusso. Tuttavia, è impossibile non segnalare, tra i tanti, Gateway Car, Gorgeous e Call It What You Want.

La Taylor Swift di Reputation incarna una pop star antica e attuale allo stesso tempo. Antica nel non piegarsi del tutto alle leggi del mercato dettate dallo streaming (l’album completo sarà disponibile più avanti), attuale nel modo di comunicare e promuovere il lavoro creando hype, tra dissing social e sapienti mosse di marketing. Fino a questo momento i numeri le stanno dando ragione. A un’ora dall’uscita dell’album le copie vendute su iTunes negli Stati Uniti superavano le 800 mila, dati sensazionali se paragonati a quelli dei suoi colleghi. Reputation raccoglie quanto di buono fatto negli anni da Taylor Swift e, se possibile, sposta ancora più in alto l’asticella.

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