Onstage
the chainsmokers recensione

Il nuovo disco dei Chainsmokers è un racconto introspettivo in chiave elettronica

Il disco di debutto dei The Chainsmokers, il primo loro album di studio vero e proprio che arriva nel 2017 dopo aver messo a segno una serie di singoli di successo a partire dal 2012 (come #Selfie, la hit che li ha resi famosi nel 2014) e due ep, Bouquet del 2015 e Collage del 2016, era attesissimo.

In molti infatti aspettavano i due deejay/produttori americani Andrew Taggart e Alex Pall sul banco di prova, mentre in radio fa furore Something Just Like This feat. Coldplay, il primo singolo estratto da Memories…Do Not Open e contenuto anche nell’ep Kaleidoscope della band inglese. La canzone infatti ha raggiunto i vertici delle classifiche digitali e che ha già ottenuto il disco di platino, senza contare più di 227 milioni di streaming su Spotify e 280 milioni di views su YouTube.

Memories…Do Not Open è una raccolta di 12 tracce, realizzate in collaborazione con una folta schiera di ospiti come Jhene Aiko, Florida Georgia Line, Emily Warren e Louane. E, appunto, i Coldplay.

the chainsmokers album

C’è da dire però che in molti casi sono proprio le variegate voci a fare la differenza su un tappeto sonoro che non offre troppi scossoni, un panorama diverso dalle sonorità con cui abbiamo imparato a conoscere i Chainsmokers: come sembra infatti suggerire il titolo il disco sembra più un vero e proprio racconto introspettivo in chiave dance/elettronica, in netto contrasto con quello che ci si sarebbe aspettati da loro.

Questo è molto evidente in tracce come le soffuse My Type (ft. Emily Warren), Wake Up Alone (ft. Jhene Aiko) e Last Day Alive (ft. Florida Georgia Line), mentre Honest, Bloodstream e It Won’t Kill Ya (ft. Louane) mostrano un’essenza più raffinata e coinvolgente.

Di tutt’altro registro invece sono brani come Break Up Every Night, Paris e il singolone con Chris Martin e soci, caratterizzate da reminiscenze decisamente più pop e maggiormente d’effetto.

Forse alla fine dai Chainsmokers ci aspettavamo un animo decisamente più party-dance ma tutto sommato Memories…Do Not Open è un album piacevole, che come prima prova long form promette bene per eventuali progetti simili in futuro.

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI