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I War on Drugs omaggiano il rock del passato ma non osano abbastanza

Per i War on Drugs sembra che il tempo si sia fermato agli anni ’80 e questa constatazione, oggi che siamo nel 2017, potrebbe significare molte cose. Il quarto lavoro inciso dalla band statunitense, intitolato A Deeper Understanding e rilasciato a tre anni di distanza da Lost In The Dream, è il primo pubblicato con Atlantic Records e omaggia in maniera non celata il rock classico che non può prescindere da tutto ciò che è avvenuto dall’ascesa di Bryan Adams in poi.

the-war-on-drugs-a-deeper-understandingQuesto paragone, che non si può evitare accostandosi al più recente album firmato da Adam Granduciel e colleghi, porta ad un certo immaginario e stile manieristico di realizzare canzoni ed interpretarle, assimilabile a qualcosa che, sicuramente, indie-rock non è. Qualcuno lo ha avvicinato al rock americano, ormai diventato un evergreen per varie generazioni di ascoltatori, senza, tra l’altro, andare troppo lontano dalla verità: sono presenti molti assoli di chitarra e riff imponenti con qualche synth a colorire e lunghe code a chiudere i brani, tutti lunghissimi (il più breve è l’unico sotto ai 5 minuti di durata e il più esteso supera gli 11). Il discorso sonoro imbastito, infatti, discende da antenati importanti, senza però snaturare l’identità di un gruppo che è sulle scene da ormai più di un decennio e che ha saputo farsi apprezzare a più riprese.

Per quanto riguarda le canzoni, sono stati inseriti i pezzi molto forti come Holding On e Plain – diventati rispettivamente il primo e il secondo singolo che hanno anticipato l’uscita del disco – ma anche Thinking of a Place, già lanciata in esclusiva in occasione del Record Store Day 2016. Con Strangest Thing si raggiungono livelli di citazionismo elevati, ricordando altri riferimenti di peso come Mark Knopfler e Bruce Springsteen. Le melodie e gli arrangiamenti di A Deeper Understanding, inoltre, sono tutt’altro che banali e denotano una cura minuziosa nella costruzione di ogni canzone ed una creatività notevole in fase di scrittura.

All’interno dell’album, però, tutto appare ordinario, composto, liscio, senza guizzi e, soprattutto, senza le apprezzabili divagazioni divenute, nel corso delle precedenti pubblicazioni, impronta stilistica dei WoD. Il lavoro è educato, al limite del fuori moda e marcatamente classico, talmente classico da far rimpiangere anche Boys of Summer di Don Henley, brano che Granduciel ha probabilmente consumato in gioventù. E’ come se il frontman del gruppo avesse deciso di dipingere un quadro monocromatico perfetto per seguire l’insegnamento dei grandi maestri del passato, pur avendo a disposizione un’infinita scelta di colori.

Tirando le conclusioni, nonostante il rischio di cadere nel già sentito sia dietro l’angolo, non si può dire che A Deeper Understanding sia un’occasione persa. Probabilmente è solo una prova troppo ponderata.

Voto Album:

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