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Tiziano-Ferro-Giovanni-Gastel

Tiziano Ferro e la lotta per sentirsi scomodo

Provateci voi a non approfittare di una comfort zone consolidata, di uno status di intoccabile che ti permette di vendere album in tutto il mondo e di fare il terzo tour negli stadi italiani (nel 2020) della tua carriera. Tiziano Ferro non è un artista che si accontenta. E’ anzi un Artista tra i pochi in grado di dare scossoni tellurici a un’intera scena, una voce che in un ventennio ha vissuto in costante ascesa, in un aumento di credibilità, consensi e successi senza sosta.

Per il settimo studio album (in uscita venerdì 22 novembre 2019) Tiziano ha deciso di ricominciare. A volte è necessario affidarsi alle difficoltà per uscirne più forti di prima, più determinati e ispirati. Ferro (parole sue) ha approcciato la materia come un esordiente totale, potendosi permettere il lusso di lavorare insieme a Timbaland (non certo l’ultimo arrivato), di tornare a scrivere molto e a cercare soluzioni diverse (a volte decisamente inaspettate) rispetto al passato.

Passato che inevitabilmente ritorna nelle tracce di Accetto miracoli, echi dell’autore di Rosso relativo (ascoltate Seconda pelle) che si immergono in una modernità contemporanea di pop e adult R&B caratterizzata da beat ultra attuali, sprazzi di dance e ballate classicamente “sue” che emozionano in modo debordante. La tracklist è una continua scoperta: le prime cinque canzoni lasciano spiazzati per il diluvio di stati d’animo che ci investe.

La definizione di emotional rollercoaster calza perfettamente al disco di un artista che ha provato a rinnovarsi senza rinnegarsi. Vai ad amarti, In mezzo a questo inverno (prodotta da Tiziano stesso, non da Timbaland in questo caso) e il pazzesco inno live Come farebbe un uomo innalzano immediatamente la qualità della release. Il duetto con Jova (Balla per me) sarà una delle hit della prossima estate (nonostante il dance pop sia anche troppo “standard” per il livello con cui Tiziano ha impostato il resto delle composizioni), il soul quasi gospel di Le 3 parole sono 2 rinforza la positività di un lavoro spesso molto oscuro e sofferto.

A livello di lyric ci sono almeno due/tre passaggi importanti (molti di più in realtà, ma vi lasciamo il gusto di scoprirli da soli): In mezzo a questo inverno (un suo instant classic se non si fosse capito) racconta di una perdita che ci ha straziato: “Rivoglio la felicità e ridere forte all’improvviso, E non la voglia questa libertà e non sia fatta la tua volontà“. Mentre in Come farebbe un uomo si prende coscienza di un nuovo inizio e della voglia di non sprecare più nemmeno un momento quando si recita: “File di ricordi, file di momenti che per brevità chiamiamo anni, che non darò più alle mani sbagliate“. Infine in un altro possibile singolo, Il destino di chi visse per amare, Tiziano confessa di aver avuto bisogno di sentirsi zero per sentirsi normale.

Ferro confeziona uno dei suoi migliori album di sempre, ulteriore carburante per una scena italiana che ha necessariamente bisogno dei suoi numeri uno per tornare a proporre canzoni forti, definite e che smuovano realmente chi si sente smarrito in un’era dove l’apparenza non fa rima con sostanza, dove vanity metrics e trend del momento mettono a repentaglio solidità ed edifici costruiti nel tempo grazie a credibilità, sacrifici e tenacia.

Cover story – Giovanni Gastel

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