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I While She Sleeps hanno trovato la loro strada

Avevamo lasciato i While She Sleeps alle prese con un cambio di pelle dal quale neanche la band stessa era così sicura di uscire indenne. Stiamo parlando di You Are We, il disco del 2017 che ha visto uno stacco abissale rispetto al precedente e acclamato Brainwashed (2015), che si era distinto per attitudine e ferocia in un panorama metalcore sempre più affollato di cloni o di formazioni discrete ma non incisive.

Il problema principale di You Are We era, oltre alla sterzata improvvisa verso sonorità più “pop” e mainstream, che Lawrence “Loz” Taylor e soci sembravano i primi ad essere poco convinti di questo cambio di direzione, trasmettendo di conseguenza nella loro opera un’indecisione che aveva lasciato perplessi molti e soprattutto, ovvio, i fan della prima ora.

La curiosità riguardo al destino dei While She Sleeps e al loro quarto full-length era molto elevata quindi, considerando inoltre, che per So What? i Nostri hanno voluto e ottenuto un controllo creativo totale, pubblicando il disco in totale autonomia. E gli sforzi fatti hanno portato a un buon risultato. So What? infatti è un lavoro molto più equilibrato e a fuoco rispetto al precedente, oltre a essere un brillante esempio di come dovrebbe suonare il metalcore contemporaneo.

L’alternanza matematica tra screaming e clean singing, gang vocals, elementi elettronici, ritmi incalzanti e sezione ritmica in primo piano, senza dimenticarsi che tutto deve essere il più catchy possibile, in modo da rimanere impresso nella memoria a prescindere dal numero di ascolti, compongono una ricetta che sulla carta sembra molto banale e soprattutto facile da mettere in pratica, ma che all’atto pratico, come ben sanno anche gli stessi While She Sleeps, richiede un gusto, un’esperienza e uno studio fuori dal comune. Prendete The Guilty Party, l’episodio che sublima al meglio quanto appena descritto.

Nel suo equilibrio perfetto (se escludiamo alcuni episodi in cui l’elettronica si fa troppo invadente, come in Inspire), So What? può essere visto come un cerchio, che si apre con l’energia di Anti-Social, e si chiude con le altrettanto incalzanti Back Of My Mind e Gates Of Paradise, passando per episodi che non possono non fare la gioia della vecchia guardia (Elephant), ma senza dimenticare le atmosfere più “pop” di You Are We (vedi Set You Free e Good Grief). Una cosa è certa: tutte queste canzoni paiono essere state scritte per trovare la loro dimensione ideale nel live, e per creare una continua connessione tra palco e pubblico con botta e risposta e sing-along praticamente incessanti.

Che i While She Sleeps abbiano trovato la loro strada dopo un album di transizione è più che evidente, e la speranza per il futuro è che continuino su questo percorso senza guardarsi alle spalle, con la stessa convinzione che traspare da So What?. Dopo essersi aperti a un pubblico per alcuni aspetti più mainstream e in ogni caso più vasto (il featuring di Oli Sykes nella loro Silence Speaks, estratta da You Are We, ha fatto scuola), i Nostri lo fidelizzano con un disco, che pur senza riscrivere le regole del metalcore, rimane tra gli ascolti più interessanti del genere in questo 2019 già ricco di conferme e di sorprese.

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