Onstage
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I 25 anni di Angels Cry degli Angra

Registrato negli studi di Kai Hansen (storico cofondatore degli Helloween e leader dei Gamma Ray, nonché icona del power metal europeo), Angels Cry degli Angra fu una vera e propria scossa per la scena hard & heavy underground in anni in cui le sonorità classiche non se la passavano benissimo.

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I brasiliani Angra si imposero tra 1993 (prima nella loro terra natìa e in Giappone) e 1994 (in Europa) come portatori di nuova linfa a un genere che conoscerà una rinascita globale dal 1996 in avanti (la cosiddetta seconda ondata power europea), grazie proprio agli inserti sinfonici, alle melodie ricercate, all’attitudine progressive e ai connubi con speed ed heavy classico che gli Angra propongono in maniera geniale e perfetta nel debutto.

Il vocalist Andre Matos arrivò all’attenzione generale grazie a un’estensione spaventosa, che raggiunge vette assurde in Wuthering Heights, cover di Kate Bush, e in generale in tutti gli altri brani (altri esempi sono la ballad Stand Away e il finale di Carry On) che compongono un collage attraente e terribilmente ben riuscito. La coppia di chitarristi Kiko Loureiro e Rafael Bittencourt inoltre mostra una sintonia eccezionale, coi due capaci di proporre senza difficoltà armonie e partiture care a Helloween e Iron Maiden.

Nel tempo gli Angra consolidarono il proprio successo internazionale col successivo (e altrettanto bellissimo) Holy Land (1996), in cui introdussero tribalità e strumenti tipici nel sound. Il doloroso split con Matos di fine millennio, li rese inizialmente ancora più popolari grazie alla release di Rebirth (2001) e Temple of the Shadows (2004), ma negli anni successivi la fama degli Angra declinò inesorabilmente. Il loro contributo all’heavy dei Novanta tuttavia è indiscutibile e determinante. Angels Cry rimane ancora oggi uno dei migliori album di power di ogni tempo.

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