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Bon Jovi, New Jersey compie 30 anni

Come confermare il successo inumano di Slippery When Wet? Questa la domanda che tormentava Jon Bon Jovi e Richie Sambora una trentina di anni fa. L’epoca d’oro del glam e del pop metal viveva il proprio picco assoluto. I Bon Jovi erano diventate rockstar mondiali grazie a Livin’ On A Prayer e a un disco, Slippery appunto, troppo perfetto per essere vero. Reduci da un tour clamoroso i Nostri decisero di muovere le chiappe in fretta per incidere New Jersey, loro quarto album.

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30 ANNI FA…
Squadra che vince non si cambia. Jon conferma Bruce Fairbairn in cabina di regia e la collaborazione con Desmond Child. La band vuole dimostrare di non essere arrivata al top per caso. Inizialmente l’obiettivo di riproporre brani che fossero mega hit come You Give Love A Bad Name e Livin’ On A Prayer ossessiona a tal punto la band fino a farle perdere lucidità nel tentativo di ottenere un gruppo di canzoni valide, che non fossero l’imitazione pedissequa di quanto già prodotto due anni prima. La pressione aumenta, il tempo è poco. La classe però, quando è innata, salva sempre la situazione. I singoloni ci saranno tutti, così come anche delle novità in termini di sound e composizione che definiranno una seconda fase di carriera ricca di qualità (e spesso sottovalutata dai fan occasionali) che caratterizzerà i successivi due studio album.

IL DISCO
Nessun’altra band hard & heavy è riuscita a piazzare cinque singoli su cinque nella top 10 della Billboard Hot 100. Basterebbe già questo dato per far capire la portata di New Jersey. Tuttavia questo fatto non deve assolutamente distogliere l’attenzione (e l’orecchio) dalla bellezza di canzoni come Blood on Blood, Homebound Train, Wild Is The Wind e Stick to Your Guns. Pezzi che dimostrano come i Bon Jovi non siano solo ballate strappamutande e corettoni da arena. Questa varietà esecutiva e compositiva a dire il vero si nota già dall’opener Lay Your Hands on Me, che ha una costruzione quasi epica nei toni. L’impatto heavy di alcune composizioni, la velocità della super estiva 99 in the Shade e la country Love for Sale compongono un quadro a cui vanno aggiunti singoli del calibro di Bad Medicine, Born to Be My Baby e I’ll Be There for You, motivi che abbiamo ascoltato tutti almeno una volta nella vita.

DAL VIVO
I Bon Jovi sono rockstar intoccabili. La loro immagine è oltre le canzoni, l’isteria è fuori controllo e gli show di un gruppo del genere non possono altro che essere esagerati, esplosivi, indimenticabili. La schedule super intensa, le esibizioni e gli sforzi fisici faranno del New Jersey Syndicate Tour un’esperienza devastante per i membri della band. Detto questo, il successo è oltre ogni immaginazione. La band cementa il proprio status in maniera definitiva, visita quante più città possibili in tutto il mondo, suonando due volte in Europa e, per la prima volta, anche in Italia (quattro date nel novembre del 1988). Iconica inoltre la loro partecipazione al Moscow Music Peace Festival del 1989.

…E OGGI
La voce devastante degli anni ottanta di Jon è quasi del tutto un ricordo. Richie si è riunito con la band alla Rock and Roll Hall Of Fame ma non è ancora ufficialmente rientrato in line-up. Gli album che sono usciti nel nuovo millennio (eccezion fatta per Crush che nel 2000 ebbe un successo pazzesco) hanno portato sui palchi una band profondamente diversa. Matura, cambiata, necessariamente consapevole, che sa dosarsi per regalare ancora ore di puro intrattenimento. L’età non fa sconti a nessuno, eppure i Bon Jovi sono stati capaci di costruirsi un repertorio talmente intoccabile tra gli Ottanta e i Novanta da essere ancora oggi tra i gruppi maggiormente amati, e soprattutto seguiti, quando partono in tour.

Jacopo Casati

Foto di Francesco Prandoni

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