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20 canzoni d’amore in inglese degli Anni Duemila

Il paragone tra le migliori canzoni d’amore in lingua inglese del ventesimo secolo e quelle degli Anni Duemila potrebbe essere un po’ squilibrato, anche e soprattutto per la grande differenza nelle due finestre temporali. Le nuove leve direbbero: “agli altri avete dato più tempo”. Vero, infatti è giusto tenerne conto. Ad ogni modo in poco più di tre lustri sono stati scritti tantissimi pezzi romantici memorabili che parlano per noi, a prescindere dall’anno in cui sono stati pubblicati o dall’autore che li ha partoriti.

Alcuni contengono versi talmente belli e toccanti da meritare d’essere scritti indelebilmente sul proprio corpo con uno di quei tatuaggi calligrafici che vanno tanto di moda, o più semplicemente in un post di Facebook dedicato a chissà chi. Non è esattamente come una la scritta col bianchetto sullo zaino di scuola, o la serenata dopo aver lanciato un sassolino alla finestra, o ancora la bomboletta sotto casa, ma questi sono i tempi che corrono.

Si cerca di passare con destrezza da formazioni abbastanza giovani da dover ancora esprimere – auspicabilmente – il loro meglio, a band che hanno fatto la storia della musica e sono riuscite a lasciare un’impronta anche nel Terzo Millennio. Questo senza tralasciare le one-hit wonder, artisti che hanno raggiunto il grande pubblico grazie ad un solo singolo trainante. Ecco la nostra selezione delle venti canzoni d’amore in inglese degli Anni Duemila.

1. With You – Linkin Park
“The sound of your voice / Painted on my memories / Even if you’re not with me / I’m with you”
Si comincia col botto, con questa canzone dei Linkin Park. Non è una ballata, anche perché proviene da quella mina generazionale che è Hybrid Theory, ma è senza ombra di dubbio una delle canzoni d’amore più potenti degli ultimi due decenni.

2. Yellow – Coldplay
“Look at the stars / Look how they shine for you / And all the things that you do”
Ora, denigrare i Coldplay va molto di moda, soprattutto quando ci sono di mezzo i biglietti dei loro concerti, ma all’alba del nuovo millennio il mondo per un attimo rimase folgorato dal loro esordio e da questo singolo. Forse ancora oggi la prova migliore della band britannica.

3. Believe In Me – Lenny Kravitz
“Countless sleepless nights / Never ending fights / I’m trying to make your dreams come true”
Un pezzo così, il talentuosissimo Lenny, non lo tirerà mai più fuori. Un arrangiamento ipnotico, impreziosito verso il finale da un breve assolo acustico tra i più semplici che possiate immaginare e al tempo stesso così loquace da valere quanto una strofa. Il modo migliore per chiedere alla persona amata di credere in noi.

4. Like A Stone – Audioslave
“I’ll wait for you there / Like a stone / I’ll wait for you there / Alone”
Se non ci fossero il genio chitarristico di Tom Morello e la voce ultraterrena di Chris Cornell a stregarci distraendoci, ascoltando questo pezzo ci si pietrificherebbe il cuore. È possibile amare fino ad annichilirsi a tal punto? Quell’amore incondizionato che è anche autodistruzione. In molti, per esempio, stanno aspettando come una pietra il ritorno degli Audioslave.

5. Here Without You – 3 Doors Down
“I’m here without you baby / But you’re still on my lonely mind”
Una delle ballate di stampo hard rock più rappresentative degli anni Duemila. I 3 Doors Down parlano della solitudine con una sensibilità irraggiungibile. Da brividi l’immagine di quel dolce abbandono che ci intorpidisce la percezione, non lasciandoci altro che i sogni.

6. The Reason – Hoobastank
“I’ve found a reason for me / To change who I used to be / A reason to start over new / And the reason is you”
L’amore come unica valida ragione per cambiare ciò che si è. La appoggiano piano gli Hoobastank, con il loro brano più conosciuto. Per qualche motivo il singolo è diventato un successo clamoroso solo in alcuni Paesi, tra cui Canada, Messico e – udite udite – Italia. Siamo dei maledetti romantici disperati, è giusto che band come gli Hoobastank ne traggano beneficio.

7. Swing Life Away – Rise Against
“Let’s compare scars, I’ll tell you whose is worse / Let’s unwrite these pages and replace them with our own words”
Una delle ballate acustiche più belle del post-2000 proviene dai Rise Against. Gli incazzati e ribelli Rise Against che in fondo sono anche dei teneroni. Con il giusto equilibrio tra disincanto e speranza Tim McIlrath chiede di conoscere tutte le pene passate e di cancellarle, per sostituirle con qualcosa di nuovo.

8. Run – Snow Patrol
“Even if you cannot hear my voice / I’ll be right beside you dear”
Molti di voi conosceranno la cover di Leona Lewis, diventata hit planetaria nel 2008, ma con tutto il rispetto per la brava popstar, la versione originale degli Snow Patrol è un capolavoro impossibile da superare. Talmente bella da convincermi a preferirla alla loro ancor più romantica Chasing Cars.

https://www.youtube.com/watch?v=jS8IZcx7tJY

9. Was It A Dream – 30 Seconds To Mars
“Was it a dream? / Is this the only evidence that proves it / A photograph of you and I?”
Oggi tutti associano i 30 Seconds To Mars al prototipo di band arena rock, orientata al pop, alle contaminazioni elettroniche e agli arrangiamenti epici. Ma c’è stato un tempo in cui Jared Leto e soci erano così oscuri da essere in grado di scrivere un pezzo dei Cure meglio dei Cure contemporanei. Cosa accade quando tutto finisce e sembra di essersi risvegliati da un sogno? Basta una foto a provare che è stato tutto reale?

10. Streets Of Love – The Rolling Stones
“A band just played the wedding march / And the corner store mends broken hearts”
Nel 2005 i Rolling Stones, con quarant’anni di impareggiabile carriera alle spalle, hanno pensato che aver scritto alcune tra le pagine più importanti della storia della musica non fosse abbastanza. Hanno sfornato così una delle migliori power ballad degli anni Duemila. Sì, è quella dello spot della Vodafone con Megan Gale, quindi la conoscete tutti.

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