Onstage
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I 20 anni di The Sound Of Perseverance dei Death

Per la storia dell’heavy metal i Death sono stati tra i protagonisti più importanti nel definire e caratterizzare quell’estremo sottogenere della musica pesante che inizia a prender forma a metà anni ottanta. Sotto l’influenza di Venom e Slayer, Possessed e Death sono i due nomi che danno il via alla corrente death metal, incidendo album come Seven Churches (Possessed, 1985, da molti indicato come il primo vero disco death metal o anche come il momento di passaggio definitivo tra thrash e death metal) e Scream Bloody Gore (debutto dei Death del 1987). Negli anni successivi Chuck Schuldiner, frontman dei Death (influenzato anche dalla musica di Kiss, Iron Maiden e band classic metal), sarà figura fondamentale di tutta la scena estrema, capace di far evolvere il sottogenere verso lidi progressive, melodici e ultra tecnici che daranno a loro volta origine a filoni musicali ancora in voga ai giorni nostri.

The Sound Of Perseverance, settimo e ultimo studio album dei Death, è una dimostrazione di tecnica, gusto, capacità compositiva e stile che ha pochi eguali nel mondo dell’extreme metal. Il punto d’incontro perfetto tra death, classic metal, armonie e melodie chiatarristiche, che si spinge al punto di rielaborare in chiave estrema un classico dell’heavy come Painkiller dei Judas Priest. Schuldiner esprimerà ancora meglio il proprio amore per le sonorità classiche nell’incredibile The Fragile Art Of Existence dei Control Denied (1999), side project e testamento ultimo dello sfortunato e geniale musicista scomparso troppo presto (Chuck se ne andò nel 2001, a soli 34 anni).

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20 ANNI FA…
Non erano anni esattamente positivi per il metal. Tra crossover, nu-metal, post grunge e alternative, le correnti classiche dell’hard & heavy erano piuttosto agonizzanti in classifica. I grandi nomi erano o orfani dei propri frontman (cfr Iron Maiden) oppure avevano “tradito” la scena stessa (cfr Metallica), solo i Pantera e la reunion dei Black Sabbath riuscivano a dare speranze a un popolo di fan dubbioso sul futuro. L’underground tuttavia non se la passava affatto male, anzi. I capolavori di Blind Guardian e Iced Earth, le conferme Meshuggah e Fear Factory, e l’ascesa del symphonic black metal erano segnali di un sottobosco in ottima salute in cui proliferavano una serie sempre più infinita di sottogeneri.

IL DISCO
TSOP dei Death dal canto suo è il punto di arrivo di una lunga evoluzione, che ha da sempre caratterizzato ogni capitolo discografico dei Death. Negli anni novanta Schuldiner estremizza progressivamente la complessità delle partiture delle sue composizioni, arrivando a confezionare album capolavoro come Human (1991), Individual Thought Patterns (1993) e Symbolic (1995). Intorno a lui gravitano da sempre alcuni tra i musicisti più virtuosi e capaci della scena metal estrema, l’ennesimo cambio di line-up inizialmente turba i fan già rimasti orfani in passato di mostri sacri come -Steve DiGiorgio e Gene Hoglan. Il risultato finale tuttavia gli farà cambiare idea.

Per quanto sia impossibile parlare di un album death metal come fruibile anche dai non avvezzi a growl e blast beat, Sound Of Perseverance è probabilmente il modo più semplice per portare sulla retta via ascoltatori erranti. Non tutti furono ovviamente felici di questa “deriva”, diverse band black metal (Darkthrone per esempio) hanno da sempre criticato le scelte stilistiche di Chuck Schuldiner, reo di aver snaturato l’impianto originario del death metal, puntando troppo sulla tecnica e tralasciando l’aspetto primordiale e primariamente ultra aggressivo tipico di fine anni ottanta e inizio novanta.

DAL VIVO
I Death dal vivo sono sempre stati devastanti e allo stesso tempo precisissimi esecutori di quanto scritto in studio. Schuldiner dominava il palco senza fatica, cantando senza cedimenti in growl un pezzo dopo l’altro, suonandone allo stesso tempo riff e assoli con una semplicità innaturale. Le testimonianze che hanno una qualità video accettabile (e che verranno rilasciate nei negozi in seguito) sono proprio relative al tour di supporto a TSOP. Tra questi Live In LA e Live in Eindhoven sono ancora oggi, per ogni fan di musica metal che si rispetti, reliquie da conservare e riguardare con orgoglio.

…E OGGI
La scomparsa di Schuldiner ha devastato colleghi, addetti ai lavori e fan in ogni parte del mondo. Una delle figure maggiormente rispettate, nonché fondamentali, di un intero movimento se ne è andato dopo aver combattuto per anni contro il male più infame dei nostri tempi. Da allora diverse ristampe e, dal 2012 in poi, qualche tour celebrativo della sua arte (da molti visto come un modo ingiusto di lucrare sulla sua eredità musicale) che vedeva coinvolti anche musicisti che avevano suonato nei dischi dei Death, hanno mantenuto vivo il ricordo di un gruppo che ha realmente cambiato il corso degli eventi grazie ad album eccezionali.

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