Onstage
dischi internazionali 1998

I dischi internazionali che ascoltavamo nel 1998

Com’era la musica internazionale 20 anni fa? Un po’ diversa da quella di oggi, a quanto pare: alcuni immortali ci sono ancora (ma d’altronde anche nella musica italiana di allora e di adesso è così), altri sono stati inghiottiti dal tempo che passa, pur avendoci consegnato dischi rispettabilissimi e di successo. I dischi internazionali che ascoltavamo nel 1998 sono qui, in un elenco sul filo della memoria e del ricordo tutto da riscoprire.

Alanis Morissette – Supposed Former Infatuation Junkie
Fare un disco dopo il botto di Jagged Little Pill non era facile e Alanis Morissette lo sapeva benissimo: dalle milioni di copie di quell’album non poteva venire fuori un lavoro altrettanto compatto. Così c’è dentro l’India, l’introspezione, la ricerca di sé. Un disco con tante storie dentro. Da qui inizia, inesorabile, la discesa della cantautrice canadese.

Lauryn Hill – The Miseducation Of Lauryn Hill
A vent’anni dalla pubblicazione, The Miseducation Of Lauryn Hill resta ancora un disco imprescindibile, un classico ancor prima di diventarlo. In fuga dai Fugees (e scusate l’ironia), Lauryn scrive un disco che è la summa del suo universo di artista, sia a livello di ispirazione e composizione, sia per la gigantesca maestria di produzione. Non è invecchiato di un minuto: ascoltare Doo Wop (That Thing), To Zion o Ex Factor è ancora un brivido.

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