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10 dischi italiani che ascoltavamo nel 2008

Sono passati dieci anni e sembra ieri, almeno per alcuni di loro: i 10 dischi italiani che ascoltavamo nel 2008 sono ancora immutati quanto a portata. Hanno segnato un punto definito nella carriera dei musicisti, ci hanno fatto conoscere nuove sfumature di suoni o ci hanno presentato novità che non avremmo immaginato. L’elenco ovviamente non può essere e non è esaustivo, ma abbiamo selezionato quei 10 album usciti nel 2008 più significativi, che ancora oggi hanno qualcosa da raccontare.

Afterhours – I milanesi ammazzano il sabato
L’ottavo lavoro in studio dei sempreverdi Afterhours prende il titolo da un romanzo noir dello scrittore milanese Giorgio Scerbanenco e il sottotitolo (14 ricette di quotidiana macabra felicità) è già un programma. Solo per la title-track, per la struggente Musa di nessuno e per la possente Riprendere Berlino, amatissima dai fan, merita un riascolto.

Caparezza – Le dimensioni del mio caos
Caparezza nel 2008 è una star ma nessuno ha ancora capito la reale portata artistica del rapper innovatore from Molfetta with love: il suo “fonoromanzo”, così ama definire il quarto lavoro in studio, è un concept album di temi sociali attualissimi (per l’epoca ma ancora oggi) raccontati con classe e amarissima ironia. I pezzi più significativi sono Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche), Cacca nello spazio, Ulisse (You listen), Pimpami la storia e naturalmente il singolone Vieni a ballare in Puglia.

Cesare Cremonini – Il primo bacio sulla luna
Il terzo album di Cesare Cremonini allarga dolcemente il suo mondo pop e inizia a mostrare le capacità di scrittura del cantautore bolognese, che sta finendo di sciogliere il legami col suo passato nei Lunapop. Tra Figlio di un re, Le sei e ventisei e Dicono di me, non mancano i singoli che portano l’album ad essere uno dei più ascoltati di quell’anno.

Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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