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Collaborazioni famose: 9 duetti improbabili

La storia della musica è fatta anche di duetti più o meno riusciti e di collaborazioni che diventano realtà su un palco anche se sulla carta sembrano improbabili. Qualche tempo fa avevamo analizzato alcuni dei duetti più strani, ora ve ne presentiamo altri nove se non strani perlomeno inaspettati. Alcuni sicuramente li ricorderete, altri sono precipitati nell’oblio. Una cosa è certa: anche se gli opposti si attraggono, unire personalità musicalmente molto diverse tra loro non è sempre un bene.

Tony Bennett e Lady Gaga
Una delle unioni più insolite è quella che vede l’estrosa Lady Gaga esibirsi insieme all’elegante e distinto signore del jazz, Tony Bennett. Gaga per l’occasione si è data una nuova immagine, più sofisticata e meno aggressiva. Il risultato è stato un album, Cheek To Cheek uscito nel 2014, che solamente nella prima settimana ha venduto 131.000 copie negli USA, regalando nuova linfa e ispirazione ad entrambi.

Lou Reed e Metallica
Anche nel caso di questa strana collaborazione tra il riservatissimo Lou Reed e gli ex capelloni Metallica ha portato alla realizzazione di un intero disco – Lulu, ispirato all’omonima opera teatrale e l’ultimo pubblicato da Reed prima della morte. Purtroppo le recensioni non sono state del tutto positive e anche i fan di entrambi non hanno completamente apprezzato la collaborazione.

Run Dmc e Aerosmith
Alla fine degli anni Ottanta fece discutere la famosa collaborazione tra i ragazzacci del rock, gli Aerosmith e il gruppo rap Run DMC. La canzone Walk This Way di Steven Tyler e soci, targata 1975, nel 1986 è stata arricchita, in una nuova versione, delle rime di Joseph “Run” Simmons e Darryl “DMC” McDaniels e così si è ritrovata a scalatare nuovamente le classifiche di tutto il mondo.

Tupac e Snoop Dogg
Questa è una coppia artisticamente molto strana perché Snoop Dogg ha potuto duettare con il rapper Tupac diversi anni dopo la sua scomparsa. È avvenuto al festival Coachella nel 2012, grazie ad una tecnologia in grado di creare l’ologramma del collega prematuramente passato a miglior vita. Se siete tra quelli che speravano in un futuro duetto tra Elvis e John Lennon purtroppo dovrete aspettare ancora un po’: l’azienda che ha prodotto l’ologramma è infatti stata dichiarata in bancarotta.

Blue e Stevie Wonder
I Blue sono riusciti a coinvolgere ben due stelle della musica nella loro carriera: Elton John – che ha duettato con la boyband nella canzone Sorry Seems To Be The Hardest Word – e Stevie Wonder che ha prestato la voce nella versione della sua Signed, Sealed, Delivered I’m Yours realizzata dal gruppo. Non c’è che dire, il loro manager sapeva essere persuasivo.

Eminem e Elton John
Controverso e improbabile, questo duetto è diventato realtà in occasione dei Grammy Awards del 2001, sul palco dei quali hanno cantato Stan. Eminem era stato duramente criticato dalla comunità omosessuale per alcuni versi delle sue canzoni, motivo per cui la collaborazione tra i due poteva suonare ancor più strana. Il risultato? Una nuova amicizia tra due artisti che sulla carta sono davvero diversissimi!

U2 e Mary J. Blige
Mettete insieme uno dei gruppi storici della musica rock-pop e una delle dive R’n’B più famose: il risultato è una nuova versione della celeberrima One degli irlandesi, resa ancor più interessante dal tocco “black” conferito dalla voce della vincitrice di 9 Grammy.

Coldplay e Rihanna
Sulla carta questo non è un duetto così particolare, trattandosi di due artisti pop: ciò che sorprende nel loro caso sono i mondi che i due rappresentano nell’immaginario collettivo: da una parte la “bad girl” RiRi tutta tatuaggi, feste, colpi di testa e dall’altra quei bravi ragazzi dei Coldplay, una delle band più politically correct del Pianeta. La collaborazione è avvenuta nel 2011, per la canzone Princess Of China.

Michael Jackson e Eddie Murphy
Al culmine della loro popolarità, Michael Jackson e Eddie Murphy hanno lavorato insieme per il pezzo Whatzupwitu (What’s Up With You) lanciato nel 1993 dall’attore americano. Jackson ha inoltre partecipato al relativo video, sgargiante e colorato come molti dell’epoca. Il risultato in ogni caso non è dei migliori: sia la canzone che il video sono francamente dimenticabili.

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