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Fabrizio De André Principe Libero canzoni

Le 10 canzoni di Fabrizio De André da riascoltare dopo aver visto “Il principe libero”

Il principe libero, il film tv su Fabrizio De André interpretato da Luca Marinelli in onda il 13 e 14 febbraio su Rai 1, è un pretesto validissimo: una volta asciugate le lacrime nel ricordo del cantautore genovese scomparso l’11 gennaio 1999, “un anarchico pieno di amore e di difetti” come lo definisce il fratello nella finzione, è automatico voler riascoltare le canzoni più belle di Fabrizio De André.

E già qui potremmo essere in difficoltà, perché di capolavori (nonostante lui non li ritenesse tali) ne scrisse tantissimi. Ci abbiamo provato, sulla scia dei brani della colonna sonora de Il principe libero, a scrivere una selezione di riascolto che sia il più libera possibile, priva di logiche, costruita solo sul filo degli stralci di versi che sono stati sempre parte fondamentale della scrittura di De André.

La città vecchia

Ispirata probabilmente da una pesia di Umberto Saba, è la dichiarazione d’amore più bella per la città di Genova e per i caruggi dove il cantautore andava a perdersi.

Per i tuoi larghi occhi

Una delle canzoni d’amore sofferto che attinge pienamente dalla poesia di Charles Baudelaire, amatissimo da De André.

Via del Campo

La musica della canzone della strada antica di Genova è stata scritta da De André con Enzo Jannacci.

La canzone di Marinella

La canzone del successo di De André, quella che Mina interpretò in televisione portando alla ribalta (suo malgrado) il timido cantautore.

Valzer per un amore

Il lato A de La canzone di Marinella è un valzer campestre recuperato da Faber che vi aggiunse le parole. Leggenda vuole che fosse il valzer suonato in casa De André quando nacque il cantautore.

Preghiera in gennaio

Struggente intensità nella dedica all’amico Luigi Tenco, morto suicida (forse) nel 1967, e tra le vette della poetica di De André dove esprime la sua posizione sulla Chiesa.

Il suonatore Jones

Il brano che chiude Non al denaro non all’amore né al cielo, l’album concept sulle poesie di Edgar Lee Masters tradotte da Fernanda Pivano, è un inno alla libertà tanto amata dal cantautore.

Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers

Il De André dissacrante è in questo brano che racconta il ritorno del re Carlo Martello, scritto con la collaborazione dell’amico di sempre Paolo Villaggio.

Amico fragile

“La canzone più importante che abbia mai scritto è forse Amico fragile, sicuramente quella che più mi appartiene. È un pezzo della mia vita: ho raccontato un artista che sa di essere utile agli altri, eppure fallisce il suo compito quando la gente non si rende più conto di avere bisogno degli artisti”. Basta una citazione.

Tre madri

La buona novella è l’album dove il non credente affronta il tema della religione, ispirato dalla lettura dei Vangeli apocrifi, e si trasforma presto in un’allegoria della società italiana del 1969, in piene lotte studentesche. Curiosità: come turnisti nel disco suonarono i musicisti che poi avrebbero dato vita alla Premiata Forneria Marconi.

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