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Le canzoni più suonate dal vivo dai Guns N’ Roses

Il Not In This Lifetime Tour dei Guns N’ Roses è un treno lanciato a tutta velocità che non accenna a fermarsi e tornerà a sfrecciare in Italia tra pochissimo, il 15 Giugno 2018 al Firenze Rocks insieme a Volbeat, Baroness e The Pink Slips.

I tre fondatori tornati insieme, Axl Rose, Slash e Duff Mckagan (nonstante siano ancora vive le polemiche sulla mancata partecipazione degli altri membri storici, su tutti Steve Adler e Izzy Stradlin) sono accompagnati da musicisti di grande livello come il batterista Frank Ferrer, Dizzy Reed a tastiere e percussioni e l’indubbio apporto scenico della tastierista e corista Melissa Reese.

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Un concerto dei Guns è roba forte, un tornado che ti sradica da terra e ti porta lontano con un’energia enorme. Sarebbe meglio quindi farsi trovare preparati, per assaporare al meglio la grandiosità dei loro pezzi senza tempo. Andiamo ad ascoltare e a vedere le migliori esibizioni delle canzoni che con tutta probabilità li vedremo suonare sul palco del Firenze Rocks.

Le 10 canzoni (+1) più suonate dai Guns N’Roses dal vivo

Welcome To The Jungle
Possiamo dire che la loro avventura discografica comincia così, con la prima traccia dell’esordio Appetite For Destruction. Metafora della storia di Axl Rose, campagnolo che si ritrova scagliato nella frenesia della città degli angeli e si lascia trasportare dalla corrente impetuosa di eccessi e notorietà. Questa è l’anima dei Guns, in un pezzo senza tempo che è energia pura.

Mr. Brownstone
Altro pezzo dal primo album, altro inno alla sregolatezza. Mr. Brownstone è solo uno dei mille modi per nominare in gergo l’eroina. Spensieratezza nel demonizzare ogni tipo di preoccupazione e responsabilità è il vettore incontrollato che porta questa canzone dritta ai nostri cervelli a velocità supersonica.

Paradise City
Uno dei tanti inni generazionali regalati dai Guns a milioni di amanti della musica. Un pezzo che sembra fatto apposta per essere suonato davanti ad una platea sconfinata. C’è tutto, riff, velocità e melodia. Ci avviciniamo vertiginosamente ai canoni comunemente condivisi della canzone perfetta. Dopo l’intro iniziale che incita al battito ritmico delle mani, il famoso fischio dà il via al pogo.

Sweet Child O’ Mine
Altro classico non solo della band ma di tutta la musica rock. E’ grazie a queste vette che i Guns N’ Roses sono entrati di diritto nell’olimpo delle band più importanti di sempre. La melodia di Sweet Child O’ Mine e il testo sdolcinato sono perfette per ogni situazione, mentre il riff portante è una di quelle idee folgoranti che rimangono impresse nel tessuto della storia musicale, fianco a fianco a mitologie come Smoke On The Water, Back In Black e Whole Lotta Love. Incastonata in questa pietra preziosa un ulteriore diamante, il doppio assolo di Slash votato da pubblico e critica come uno dei migliori del secolo scorso.

Knockin’ On Heaven’s Door
Se incontrerete qualcuno che vi dirà che questa canzone è un pezzo originale dei Guns N’ Roses e non una cover di Bob Dylan, cercate di essere magnanimi. E’ pur sempre una delle cover meglio riuscite di sempre e per molti aspetti anche migliore dell’originale. Più rock, epica, da stadio. La voce di Axl la rende più sensuale e potente, mentre la chitarra di Slash la rende allo stesso tempo più rock e romantica. Presente più o meno martoriata a miliardi di falò da spiaggia, è ormai un tesoro permanente della cultura umana.

It’s So Easy
Scorrendo i pezzi più caldi della loro discografia, quelli che ancora dopo anni continuano ad essere i più incendiari sul palco, risulta evidente quanto il loro esordio (datato 1987) sia un capolavoro di energia e immediatezza tecnica e stilistica. It’s So Easy è la terza traccia del disco, introdotta da un giro di basso di McKagan e dalla voce di Axl che esplora altezze tonali dalla più bassa alla più alta con disarmante facilità.

Live and Let Die
E’ la seconda cover che incontriamo e valgono grosso modo le stesse cose dette per quella di Dylan. La versione dei Wings con Paul McCartney alla voce è una ballata che cambia improvvisamente tono e velocità, dal verso melodico all’emozionante e liberatorio ritornello, per poi pigiare l’acceleratore in un momento puramente rock e poi rallentare di nuovo. I Guns rendono tutto questo alla loro maniera, ingigantendo ogni emozione e trasformandola in formato da stadio.

Nightrain
Indovinate un po’ dove potete trovare questa canzone dei Guns? Esatto! Nel primo album Appetite For Destruction. Perdersi a velocità smodata è il mood di questo pezzo perfetto da suonare live, un messaggio d’amore ad un vino californiano, il Night Train Express, molto dolce e molto alcoolico di cui il gruppo faceva grande uso, neanche a dirlo.

November Rain
La canzone più postata a Novembre, quando piove. Da Use Your Illusion I del 1992, un’opera rock maestosa e megalomane, con tutti gli ingredienti pompati a dismisura. Grandiosità ed epicità in ogni nota nei suoi (quasi) 9 minuti. L’assolo di Slash, la voce e il piano di Axl l’hanno resa un inno al lato più sfrenato e ostentato del rock, con nella mente le immagini indelebili e un po’ trash del videoclip, del matrimonio che vedeva coinvolto Axl, delle sue donne che litigano, di Slash che suona il suo assolo ai margini di uno strapiombo sul mare. Epico.

You Could Be Mine
Use Your Illusion II contiene una delle canzoni più sfrenate di tutte, nel cui videoclip Arnold Schwarzenegger nei panni del T1000 irrompe minaccioso ad un loro concerto. Terminator 2 di James Cameron del 1992 è il film di cui questa canzone fa da colonna sonora. Potente, graffiante. Una delle migliori.

Bonus:
Patience
La ballata più dolce, romantica, leggera che potete ascoltare in un loro set. Tutta da fischiare, cantare. Fino al liberatorio coro finale, di cui non si trovano uguali fino ad arrivare a Hey Jude dei Beatles. Chissà quanti ricordi torneranno dal passato e si alzeranno sopra il Firenze Rocks a giugno, per rimanere lì sospesi e creare un’atmosfera unica e condivisa da tutti.

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