Onstage
manowar-into-glory-ride

Into Glory Ride dei Manowar compie 35 anni

I Manowar sono da sempre uno degli argomenti preferiti di attempati metallari, nostalgici dei tempi andati e con parecchio tempo da perdere. La band del leader e bassista Joey DeMaio in realtà è una delle istituzioni più importanti degli anni ottanta, capace di creare e diffondere il verbo dell’heavy metal dai toni epici ed evocativi come nessun altro. Sono tra i pochissimi a essere stati inseriti nel Guinness Book of World Records per “rumorosità dal vivo” e sono il gruppo metal che ha suonato il concerto più lungo di sempre (5 ore) del genere. L’immagine esagerata, sbruffona e volutamente provocatoria ha ulteriormente definito nel tempo la loro imprescindibile figura all’interno della storia della musica pesante.

35 ANNI FA…
I primi quattro dischi della band americana (usciti tra il 1982 e il 1984) definiscono il concetto di true metal, ovvero una musica mediata dalla New Wave of British Heavy Metal ma basata su tematiche epiche e fantasy con uso di cori e (in futuro) orchestrazioni, sorretta da strutture semplici e d’impatto: batteria minimale, basso sferragliante, riff ripetitivi e una voce (quella dell’ottimo Eric Adams) capace di ogni tipo di evoluzione. Negli anni pagheranno miopie manageriali e immobilità stilistica, fattori che gli consentiranno di costruirsi una fan base non oceanica ma compatta, attiva e sempre pronta a sostenerli fino ai giorni nostri. Orgogliosamente fuori dal tempo, difensori del sacro verbo del metal, i Manowar sono riusciti a scrivere nei loro primi anni di carriera una manciata di canzoni meravigliose, ispirazione per diverse band power metal e non solo.

IL DISCO
Dopo il debutto, i Manowar affinano il proprio epic metal grazie a pezzi come Secret Of Steel, Gates Of Valhalla, Revelation (Death’s Angel) e March For Revenge, rallentando i tempi da hard rock classico (la opener Warlord rimane comunque uno dei loro brani migliori di sempre) e puntando sulla monoliticità del loro impatto, grazie all’ugola esagerata di Adams. Gloves Of Metal è il simbolo della loro crociata a difesa del verbo heavy, mentre Hatred è una furibonda e spietata caccia al nemico. Into Glory Ride è in sostanza l’unico disco dei Manowar a non contenere nessun filler forzato.

DAL VIVO
Dei record di rumorosità abbiamo già parlato. Ma un live dei Manowar è da sempre un’esperienza sonora da provare (con tappi per le orecchie d’ordinanza). Il motto Other bands play, Manowar kills arriverà sul finire degli Ottanta, ma è indubbio che il quartetto composto da Joey DeMaio, Eric Adams, Ross The Boss e dal compianto Scott Columbus fosse all’epoca uno dei migliori sul palco. Le abilità fuori dal comune di Eric Adams, i costumi di scena mediati direttamente da Conan il Barbaro, simbolismi di guerra e di battaglie mitologiche (oltre a motociclette e donne ovunque), furono ingredienti che resero i Nostri irresistibili anche per una major come l’Atlantic.

…E OGGI
I Manowar rimangono culto per ultra trentenni. La band è attualmente impegnata in un tour mondiale intitolato The Final Battle, ipotetico ultimo giro per salutare i fan di tutto il mondo. Dal 1996 a oggi hanno pubblicato solo tre dischi in studio dalla qualità più che discutibile, segno di un’ispirazione completamente smarrita. Detto questo, l’eredità ottantiana rimane importantissima per chiunque voglia scoprire di più sul conto degli unici difensori della fede metallica, immuni alle mode del momento e testardi oltre ogni immaginazione.

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI