Onstage
foto-concerto-marracash-gue-pequeno-roma-18-febbraio-2017

10 anni fa usciva l’album di debutto di Marracash

Il 13 giugno 2008, usciva Marracash, il primo e omonimo album di Marracash. Il rapper grazie a questo lavoro è entrato a gamba tesa nella scena rap italiana.

marracash-marracash-copertina

10 ANNI FA…
L’anno del topo, secondo l’astrologia cinese. Il primo segno zodiacale. Quello dei leader, dei pionieri e dei conquistatori. Marracash è uno che si è fatto da solo. Non rientra nel libro delle scoperte di Pippo Baudo che in quell’anno conduceva il suo ultimo Festival di Sanremo, vinto dalla coppia, presto dimenticata, formata da Lola Ponce e Giò Di Tonno.
Il rap nel Belpaese era ancora una musica di nicchia e non il fenomeno pop che conosciamo oggi.
I pochi rapper che riuscivano ad andare in televisione venivano sottoposti a dei veri e propri interrogatori, come quello subito da Fabri Fibra alle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi. I talent poi, che in quel periodo stavano cominciando la loro scalata al successo, non cercavano e non pensavano minimante ai rapper ma inseguivano la bella voce.
Tuttavia qualcosa stava cambiando. Dopo il successo di Fabri Fibra, le case discografiche erano alla ricerca sfrenata di un nuovo volto da piazzare. Ma quelle che trovavano erano tutte copie sbiadite del rapper marchigiano a eccezione di Fabio Rizzo. Lui era unico.

IL DISCO
La periferia al centro. Marracash racconta la vita di strada in prima persona e non per sentito dire. Una testimonianza in rima profonda, che va oltre i cliché delle regole di quartiere. L’etichetta di street rap gli va stretta. La sua è filosofia di strada. Le liriche di Marracash non sono immediate, per capirle bisogna prestare attenzione. Ascoltare con calma, e se possibile leggere bene i testi. Tra i ragazzi nasce il culto del booklet. Inutile dire che un album come Marracash sia una pietra miliare del genere. Senza dubbio uno dei dischi più potenti usciti sotto major dopo la nuova esplosione del rap. Al suo interno ci sono canzoni come Bastavano le briciole ed Estate in città che non hanno sentito lo scorrere del tempo. Ma la lista è davvero lunga. Testi, metriche e produzioni sono ancora attuali. Il merito va dato naturalmente anche a Don Joe e Deleterio che si sono divisi egregiamente i beat. Marracash esagera per i tempi e non lascia nulla al caso. Anche i video sono d’impatto. Ha portato un elefante in Barona. La clip di Badabum Cha Cha resterà per sempre nella storia. Più che un semplice video, una pellicola cinematografica.

…OGGI
Il rap è il genere musicale più ascoltato nel mondo e anche l’Italia, per forza di cose, ha dovuto accettarlo. Marracash in questi anni ha pubblicato altri quattro album: tre da solista e uno in coppia con Guè Pequeno. Attualmente è stabile nella top tre dei rapper italiani e nemmeno la forte ondata delle nuove leve è riuscita a fargli il solletico. “Sono un leader, non sono un boss” ripete più volte in Vendetta, uno degli estratti dell’album Status. Nulla di più vero. Marracash è uno dei rapper più rispettati e probabilmente anche quello che vanta il maggior numero di tentativi di imitazione. Dai nuovi e dalla vecchia guardia. La sua penna è notoriamente una delle più invidiate dai colleghi. In molti provano a seguire le sue orme, ma in pochi riescono a stare al suo passo, tanto che persino gli addetti ai lavori hanno avuto parecchie difficoltà nel capire fino in fondo lo stile e il genio di Marracash.

Stefano Mazzone

Foto di Roberto Panucci

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI