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La classifica degli album dei Muse

Presentati come aspiranti Radiohead, evoluti come i nuovi Queen, sono finiti per essere i fondamentali Muse. Un importante metro di paragone per qualunque nuova rock band dotata di ambizione. Ogni loro nuova uscita è anticipata da hype esagerato e seguita da reazioni. Tante e miste, come si conviene a un gruppo che conta davvero qualcosa per il mondo della musica.

In attesa di avere nuovi ragguagli sulla prossima release – che dovrebbe essere completata entro l’autunno e pubblicata entro la fine dell’anno – e di rivedere il Drones World Tour nelle sale cinematografiche (solo il 12 e il 13 luglio), proviamo a mettere ordine nella discografia di Matthew Bellamy, Chris Wolstenholme e Dominic Howard.

7. The 2nd Law
Il sesto album dei Muse è forse quello che ha generato più critiche alla band. Di fatto Matthew, Chris e Dom hanno voluto lasciarsi alle spalle ogni etichetta e cercare di uscire da ogni comfort zone. Questo ha portato a The 2nd Law: Unsustainable, la loro prima e unica traccia dubstep (ricordiamo che era il 2012) e a una delle loro più grandi hit: Madness.

6. The Resistance
Anche in questo disco, come in qualunque altro lavoro dei Muse, i singoli hanno un impatto a livello planetario. Basti pensare a Uprising e alla title-track. Il loro quinto full-length è un lavoro che mescola – con una discreta dose di coraggio – rock, elettronica e classica. E, tra le altre cose, si è anche portato a casa il Grammy Award per il Miglior Album Rock.

5. Showbiz
Qualcuno storcerà il naso nel vedere Showbiz alla quinta posizione di questa classifica. L’esordio del trio britannico è in effetti un innesto fondamentale per l’alternative rock moderno. La prima manifestazione del folgorante talento di quella che diventerà una delle band di maggior successo del Terzo Millennio. Nonostante questo, la profonda inquietudine rock e i toni cupi e primordiali dei giovani inglesi, lasciano Showbiz un passo indietro rispetto all’universalità dei successivi capitoli della discografia.

4. Drones
Ebbene sì, l’ultimo capitolo discografico dei Muse è una bella ripresa che manca di poco il podio. A dominare è la chitarra, con alcuni tra i migliori riff della loro carriera. Si torna a un rock ruvido, scevro di tutte quelle contaminazioni di generi e stili che negli anni precedenti hanno fatto molto discutere. Il Drones World Tour, poi, ha emesso il trionfale verdetto.

3. Black Holes And Revelations
Nell’anno della sua uscita fu accolto con reazione miste. Il primo punto di rottura con i fan della prima ora, spiazzati da cambiamenti netti che portano Bellamy e soci a scrivere il loro lavoro più eclettico. Dai singoloni di BHAR arriva un’ulteriore esplosione di successo che porta i Muse sempre più vicini alla vetta della catena alimentare.

2. Origin Of Symmetry
Il secondo album ha fatto intuire al mondo la follia e l’audacia di Matthew Bellamy, il suo valore artistico smisurato e le potenzialità della band. Le incredibili melodie, congiunte alle distorsioni, permettono al trio di proporre la perfetta sintesi tra poetica e irruenza, eleganza e sfrontatezza.

1. Absolution
La rock opera definitiva del Terzo Millennio. Sicuramente i Muse proveranno ancora a superare questo loro capolavoro, ma diciamoci la verità: non ci riusciranno. Un disco enorme, completo, imbattibile.

Umberto Scaramozzino

Foto di Francesco Prandoni

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