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I 25 anni di Icon dei Paradise Lost

I Paradise Lost sono una delle formazioni storiche del circuito metal underground. Conosciuti per aver contribuito alla diffusione del death-doom, sono associati al gothic metal e considerati il gruppo iniziatore di questo sotto genere insieme a My Dying Bride, Anathema e Type O Negative. Icon è uno dei loro dischi migliori e maggiormente rappresentativi. Uscito il 28 settembre 1993, rimane una pietra miliare ancora oggi e un termine di paragone importante per tutta la musica pesante.

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25 ANNI FA…
Nel mondo imperversava il grunge, l’hard rock dei Guns, il rap e il pop. L’underground dell’heavy era stato colpito al cuore dai nuovi trend: classic e glam erano scomparsi, il thrash non vendeva più e si era evoluto in forme più tecniche e avvicinato al death. Il black stava iniziano a vivere gli anni migliori in termini di release mentre industrial ed extreme erano pronti a esplodere nel giro di un paio d’anni. I Paradise Lost non avevano ancora trovato la propria comfort zone, dopo tre dischi in cui il cantante Nick Holmes usava il growl (anche se nel precedente Shades Of God si potevano già avvertire i cambiamenti poi concretizzati in Icon) e la band era spesso accomunata a un movimento death con cui aveva onestamente poco a cui spartire, per lo meno a livello di mentalità e scrittura.
La svolta di Icon fu determinante per la carriera dei Nostri, che riuscirono a ritagliarsi uno spazio importante e ad evolvere progressivamente il proprio sound.

IL DISCO
Non esiste un pezzo brutto in Icon. La matrice heavy classica incontra il gothic e plasma canzoni iconiche e incredibili come Embers Fire, Remembrance, Forging Sympathy, Widow, True Belief e Shallow Seasons. In generale il mood del disco, decadente ed epico, fa la differenza rispetto alle pubblicazioni precedenti. Greg Mackintosh ed Aaron Aedy costruiscono melodie e riff potentissimi creando immaginari dark dinamici e terribilmente d’impatto. Nell’album del 1993 Holmes abbandona il growl tout court per avvicinarsi al cantato di James Hetfield dei Metallica del Black Album. In realtà Nick sta creando il proprio trademark, che rimarrà anche nell’era moderna distintivo e caratteristico in ogni produzione firmata PL.

…E OGGI
I Paradise Lost proseguono la loro carriera senza cedimenti. Hanno a oggi inciso 15 studio album, flirtando con l’elettronica, l’alternative e i synth a fine Novanta, per poi tornare su territori gothic nel nuovo millennio, recuperando anche le coordinate death-doom degli esordi. Il gruppo rimane tra i più rispettati e considerati dai fan e mantiene elevato il proprio livello qualitativo sul palco ancora oggi.

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