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The Shape Of Punk To Come dei Refused compie 20 anni

Il 27 ottobre 1998 è uscito The Shape Of Punk To Come, terzo e al tempo ultimo disco della hardcore punk band svedese Refused. Accolto tiepidamente alla sua uscita, negli anni ha ottenuto un seguito sempre più crescente diventando uno dei capisaldi del genere.

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20 ANNI FA
I Refused, almeno fino al secondo capitolo discografico, sono stati una band sulla quale pochissimi avrebbero scommesso. Arrivavano dalla Svezia, non la terra più fertile sulla carta per il genere, che però negli anni a seguire avrebbe proposto numerosi esempi di artisti clamorosi. Questo anche grazie all’aiuto della Burning Heart Records, etichetta che sarà il vero e proprio megafono internazionale di quest’area europea, anche grazie alle sinergie con l’influente (e statunitense) Epitaph. I Refused arrivano dalla Umeå hardcore, città del NordEst della Svezia nota anche per aver dato i natali ai Meshuggah: un collettivo di band (da lì arrivano anche i Final Exit) attiva dal lato musicale ma anche da quello politico, con posizioni ferme a favore dei diritti sugli animali maturate anche grazie al veganesimo praticato da alcuni componenti.
Artisticamente i primi due lavori dei Refused passano in sordina e non monetizzano il sempre più crescente seguito che il genere, pur nelle sue sfumature più mainstream, sta riscuotendo in tutto il mondo: This Just Might Be… the Truth è un debutto fin troppo derivativo, l’EP Everlasting e il successivo Songs to Fan the Flames of Discontent, distribuito dalla Victory Records, iniziano a seminare alcuni concetti che poi verranno sviluppati in seguito.

IL DISCO
Si potrebbe partire con due frasi scontate per spiegare The Shape of Punk to Come: A Chimerical Bombination in 12 Bursts: “Nomen Omen” e “Il terzo disco è quello che farà svoltare o decreterà la fine della tua carriera”.
In questo caso siamo di fronte a quello che è da molti considerato come l’ultimo grande disco punk della storia ma, soprattutto, quello che ridefinisce i confini e le linee guida del genere.
Non c’è solo l’abrasività di quanto nato in Regno Unito nel corso degli anni Settanta, ma anche svariati stili musicali: e se la techno (con tanto di DJ in lingua italiana) messa alla fine di Worms of the Senses / Faculties of the Skull può far rizzare i capelli a più di qualcuno, non è da meno la scelta di citare in Tannhäuser / Derivè un compositore classico come Stravinsky.
Pur essendo di fronte ad una sequela di pezzi uno più bello dell’altro (con i riff presenti in Summerholidays vs. Punkroutine molte band ci costruirebbero almeno un EP), il vero e proprio brano simbolo del disco resta New Noise che, insieme all’ambizioso titolo del disco, è il manifesto di quello che sarebbe dovuto essere il punk, definito dallo stesso Lyxzen come “uno dei generi più conservatori”: il riferimento al “new beat” e alla scelta di mettere nello stesso pezzo elettronica e hardcore punk, ma il tutto con un appeal radiofonico.
Refused are fucking dead, canzone presente nel disco, più che un titolo è la perfetta descrizione dell’epilogo che il gruppo avrebbe subito da lì in avanti. Il tour di The Shape Of Punk To Come fu un disastro, con concerti fallimentari sia come affluenza, sia come location (leggenda narra che negli States un loro show venne interrotto dopo pochi brani dalla polizia). Inoltre i rapporti tra i componenti del gruppo di lì a poco si sarebbero incrinati definitivamente. Ad aggravare la situazione, infine, una sorta di svuotamento creativo dovuto al grande impegno profuso per la stesura del disco.

…E OGGI
Il terzo lavoro dei Refused fu sfortunato all’uscita ma ebbe una forte crescita in seguito e già ad inizio Terzo Millennio verrà riscoperto dai più, diventando una vera e propria pietra miliare del genere e creando una fanbase importante in giro per il mondo che acclamava solamente una cosa: la reunion.
I componenti hanno resistito per molti anni alle sirene, a coerente difesa della scelta fatta nel 1998, con Dennis Lyxzen che ha il ruolo di membro più attivo su altri fronti: negli anni successivi fonderà i The (International) Noise Conspiracy, gli AC4 e sarà batterista dei Instängd. Inoltre collaborerà con i The Bloody Beetroots per il tour Church Of Noise e soprattutto, a ridosso della fine dello scorso decennio rispolvererà il progetto INVSN, legato alla new wave e al post punk britannico.
L’atteso ritorno dei Refused avverrà nel 2012, con numerosi concerti in giro per il mondo (passarono anche per Rho, suonando come supporto ai Soundgarden) per quella che inizialmente doveva essere una reunion temporanea ma che poi ha dato vita a Freedom, quarto disco della band. L’album, pur essendo di buona fattura, non riesce a competere con l’illustre predecessore. Ad oggi i Refused sono ancora una band attiva, anche se in pausa praticamente da un paio di anni.

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