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I’ve Been Expecting You di Robbie Williams compie 20 anni

Il secondo album di Robbie Williams ottenne un successo clamoroso. I’ve Been Expecting You, uscito il 26 ottobre 1998, confermò quanto di buonissimo ascoltato in Life thru a Lens del debutto (1997) e diede modo all’ex Take That non solo di confermare che all’interno della boy band quello davvero bravo era lui, ma anche che era nata una nuova e vera popstar maschile dalla portata mondiale.

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L’album contiene almeno tre singoli fondamentali per la carriera di Robbie: Millennium, Strong e She’s The One aumentarono la popolarità del cantante, anche grazie a videoclip che giravano in heavy rotation su Mtv. Lo stile del disco è ovviamente pop contemporaneo studiato in ogni dettaglio e rivolto a un’audience maggiormente adulta rispetto a quella che lo seguiva nei TT. A dire il vero tuttavia, le sue fan più fedeli sono rimaste nel tempo le stesse che impazzivano durante le coreografie danzereccie dei Take That, e che dichiaravano di non poter nemmeno immaginare di vivere senza di lui. A loro è dedicata Strong per l’appunto, che apre I’ve Been Expecting You.

Canzoni come Phoenix From The Flames mettono ancora più in luce la passione di Robbie per gli arrangiamenti epici e le orchestrazioni a supporto della propria musica, pesantemente influenzata dai Beatles. Win Some Lose Some, It’s Only Us (originariamente chiamata Jesus In A Camper Van e modificata dopo una vertenza legale in cui Robbie era accusato di plagio) e Karma Killer invece sono ancorati a una matrice pop rock orecchiabile e molto ritmata, che aiuta a differenziare le composizioni di un lavoro ricco di sfaccettature.

La carriera di RW è stata una delle più discusse e rilevanti degli ultimi tempi. L’artista ha vissuto un vero e proprio periodo d’oro tra il 1997 e il 2006, ottenendo successo discografici senza sosta e portando, tour dopo tour, il proprio spettacolo in location sempre più capienti, fino a ottenere tre sold-out consecutivi a Knebworth (125.000 spettatori a serata nell’estate del 2003) e a installarsi stabilmente negli stadi europei.

Robbie ha da sempre tuttavia convissuto con problemi di droga e alcolismo, è stato in cliniche di riabilitazione e non ha mai nascosto di soffrire di depressione. La vita di eccessi che ha intrapreso subito dopo la fine dei Take That a metà degli Anni Novanta lo ha portato spesso sulle copertine dei tabloid e al centro delle cronache dei giornali scandalistici. Williams inoltre ha quasi sempre cavalcato le voci relative a una sua presunta omosessualità e non ha mai fatto mistero di apprezzare l’essere sempre e comunque messo al centro dell’attenzione, pur dichiarando in più di un’occasione di aver davvero sofferto in più di un’occasione nel sentirsi bersaglio di critiche ipocrite e spesso prive di fondamento.

In ogni caso, benché diversi suoi dischi possano essere considerati importanti, I’ve Been Expecting You è senza dubbio quel lasciapassare universale che trasportò Robbie ad un livello massimo di popolarità e rilevanza all’interno della scena musicale di fine (e inizio del nuovo) millennio.

Redazione

Foto di Robbie Williams

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